Rassegna storica del Risorgimento
ALBANO ; 1798 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
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Q. Del Pìmto
mese corrente manca ora affatto del mezzi per sussistere e specialmente petf la conduzione dei pubblici proventi, forni, macelli, pizzicherie ed altro, che in passato venivano mantenuti e provisti dal' ex-Camera Apostolica che godeva su la Gommane di Albano e Castel. 0andolfo unita una specie dì baronaggio, e divèrsi fondi rustici ed urbani. La Municipalità d' Albano, riunita nella seduta del 21 febbraro corrente, ha tatto mozione e progetto di fare e creare un, debito di scudi ventimila per supplire a quanto sì è detto e senza la ijul somma non potrebbe onninamènlie sussistece e mancherebbero li gèneri di prima necessità allay.iapolazioité, la quali* vive i tutta a carico dei provènti pubblici, giacché la Gommane, ristrettissima nel suo territorio non ha le derrate necessarie fuori del Tino. La Municipalità istessa crede facile ritrovare detta somma qualora sia abilitata a poterla assicurare ed ipotecare sopra altrettanti fondi, che, come si è detto, possedeva; l'ex-Ga-mera nel territorio Albanese e di Castel Gandolfai La stessa Municipalità si dirigge perciò colla presente memoria al cittadino Hailer deputato e pagatore generale dell'armata francese invitandolo ad operare quanto occorro per la necessaria approvazione. Dato dalla residenza della Municipalità Provvisoria questo di M febbraro 1798* ÉnQ Jrinio della Repubblica Romana.
Pare però che il cittadino M'alici* non fosse troppo persuaso del bisogno di creare l'ipoteca .chiesta, se la Municipalità con sua mozione del 4 marzo successivo' àècise di trasmettere di nuovo una deputazione composta dai cittadini Carlo Capogrossi, presidente, Filippo Adriani, giudice nazionale, e Giovanni Nelli per informare il Consolato di Roma per poter creare un debito e ipotecare ì beni delTex-Ca-mera per poter condurre e provedere i publici proventi .
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Intanto gli eventi precipitavano: il 20 febbraio Pio VI era stato costretto a partire da Roma e il 25 i Trasteverini e i Regolanti insorsero al grido di Woa Maria! Viva il Papl
La notizia degli avvenimenti di Sòma si sparse ben presto nei Castelli, la cui popolazione era, ad eccezione di quella di Marino, ligia al governo pontificio. Tosto sorse l'idea di marciare verso Roma, unirsi agli insorti e scacciare i Francesi. XI moto scoppiò specialmente a Castel Oandolto, residenza estiva dei pontefici, ad Albano, dove le difficoltà incontrata -dal governo provvisorio dovevano avere accresciuto il malcontento, e a VelleM ffl cui era véscovo, il cardinale Giovanni Francesco Albumi locano delft (Collegio, jilTozionatissimo al Papa e contro il quale. NapbleoMe aveva manustìttó il suo malumore fin dall'epoca della pace1 f <oleayfaÀfe- Ai.'a:vviciuarsi dei Fran-cesi era fuggito da Roma, Noninsorseenzano, at èli era- signore duca Francesco Sforza aesMul uno dei pochi patrizi romani ebe