Rassegna storica del Risorgimento
TURGENEV IVAN ; ROMA
anno
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1955
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pagina
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9
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Ivan Turgenev, l'Italia e Roma 9
sfocia fede, armate di una onesta ma unilaterale cultura, egli credeva che parecchio si dovesse scusare) disse un giorno con assoluta calma al grande scrittore: Ivan Sergeevifi, la vostra compagnia mi annoia. E un altro critico che la nuova generazione ammirava, Pisarev, notificava gelidamente che Fumò di Turgenev non lo soddisfaceva proprio afFatto. L'attempato scrittore ne restava addolorato e da tutta la sua corrispondenza traspare una certa dose di vanità offesa, un timore costante di apparire conservatore o attardato.
Ma anche da destra partivano strali contro Turgenev. Ad una tradizione occidentalista, illuminista e progressista della intelligencija che poteva in certo modo risalire fino all'epoca di Pietro il Grande, già il movimento slavofilo, nella prima metà dell'Ottocento, aveva contrapposto dei valori nazionali, degli spunti di filosofìa idealistica e delle conclusioni religiose, ortodosse e russe, derivate peraltro da quegli spunti vivificatori. Il secondo Ottocento vede in Russia una intelligencija non più genericamente illuminista e occidentalista, ma, nei suoi strati più attivi, già orientata in senso materialista e socialista. Da un punto di partenza slavofilo si viene tuttavia formando anche una intelligencija che respinge liberalismo e socialismo come forze di decomposizione della Russia ed estranee alla sua anima, che sottolinea quasi con ostentazione (ed in funzione nazionale) la fede ortodossa, che manifesta tendenze nazionaliste e ravvisa proprio nell' attardata Russia i valori da contrapporre alla stanca e decadente Europa.
In questa cornice va inserita la polemica di Dostoevskij contro Turgenev. È ben nota la lettera di Dostoevskij al Majkov (agosto 1867) in cui egli si sfoga all'indirizzo di Turgenev uomo, scrittore ed occidentalizzante. Egli ricorda con avversione il suo abbraccio aristocratico da farsa, poi lo accusa di aver sconciamente vituperato la Russia e i Russi, infine aggiunge: tutti questi liberaloni e progressisti, soprattutto della scuola di Belinakij, trovano nel vituperare la Russia piacere e soddisfazione. Rievocando la sua recente visita a Turgenev, Dostoevskij ricorda infine una sua sarcastica osservazione allo scrittore occidentalista: Fatevi spedire da Parigi un telescopio ! Allo sguardo sorpreso di Turgenev, Dostoevskij ribatte: Voi punterete il telescopio sulla Russia e osserverete; altrimenti vi racapezzerete male.
André Maurois, nel suo studio su Turgenev, cerca di ridurre l'avversione fra i due scrittori a fatti prevalentemente psicologici : Nel mondo dei lettori come in quello degli autori conclude il critico francese i temperamenti si oppongono e si affrontano. *) Ma se il temperamento dei protagonisti dell'urto ha il suo peso, non v'è dubbio che l'attacco di Dostoevskij contro Turgenev rientra storicamente nella polemica contro l'occidentalismo (e i suoi e derivati) che caratterizza e sotto eerti aspetti avvicina tra loro figure pur cosi diverse quali Danilevskij e Leontjev, Tjutfiev, Majkov, Dostoevskij e Katkov.2)
1) A. MAUHOIS, Tre ritraiti, Milano, 1936, p. 355.
2) DB quanto abbiamo detto, ci sembra che risulti, in contrasto con certa nostra recente storiografia sull'argomento, l'importanza dei grandi scrittori russi (Turgenev, Dostoevskij, ecc.) per chi voglia capire le lotte ideologiche nella Russia dell'Ottocento. Essi interpretano, sia pure attraverso singoli errori storici, la trasformazione clic ideo indubbiamente occidentali hanno avuto nell'anima e nei cervelli doUHtttelligeacìja.