Rassegna storica del Risorgimento
TURGENEV IVAN ; ROMA
anno
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1955
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pagina
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10
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10 Wolf Gitati
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Dì fronte agli attacchi vigorosi sferrati da opposte parti, l' equilibrato Turgenev appare sulla difensiva: tutta la sua natura, oscillante fra umanitarismo e scetticismo, lo spingeva a quella posizione.1' I biografi di Turgenev hanno sottolineato a sufficienza un certo tratto piuttosto saliente del suo carattere nei rapporti con le donne: intendiamo alludere alla fiducia e all'entusiasmo che egli destava inizialmente nel cuore delle donne con cui veniva a contatto e alle sue successive<< ritirate che destavano ovviamente i sarcasmi ed il disprezzo da parte di chi si sentiva abbandonato. Qualcosa di analogo avveniva con lui anche sul piano politico: alle sue convinte accuse contro la servitù della gleba, contro l'assolutismo, contro le ingiustizie, non corrispondeva una intenzione reale di impegnarsi direttamente nella lotta. In momenti impegnativi, egli appariva come un obiettivo osservatore, preoccupato di non lasciarsi sfuggire nessun particolare interessante nell'evoluzione dei giovani. Dalla servitù che deprecava, ritraeva profitti che contribuivano a dargli la possibilità di condurre all'estero la vita tranquilla del signore. Era troppo aristocratico per non sentire la grossolanità della nuova inteUigencija, in cui pur riponeva parecchie speranze. La sua avversione politica ai vecchi ordinamenti era a sua volta contraddetta da un'attrazione poetica per la Russia signorile dei vecchi nidi aristocratici di campagna. Pietro Kropotkin, critico mediocre e dominato da problemi di contenuto, svolge tuttavia qua e là osservazioni acute; nel Turgenev, forse non a torto, ha ravvisato un Amleto russo, uno scrittore che ammira Don Chisciotte, uomo d'azione, ma che non riesce a circondare Don Chisciotte di quel tenero amore poetico che egli sente invece per le nature amletiche.2'
Il dramma di questo Amleto rispecchiava il dramma delle correnti più equilibrate nel campo occidentalista e progressista. La Russia che non aveva ancora conosciuto un regime liberale, vedeva già in profonda crisi le ideologie del 1789 e del 1848 predominanti allora in Europa. Gli sviluppi paradossali della Russia, la coesistenza nel suo seno di forme primitive di organizzazione sociale e di centri industriali modernissimi, l'improvviso sorgere di un ceto intellettuale privo di esperienze politiche e dominato da formule radicali, erano alcuni tra i principali motivi che mettevano in crisi le speranze dei progressisti moderati, prima ncll' attardata Russia che nel progredito Occidente. Non mancava di un certo acume Leone Trotzki nell'osser-vare sulla scia del suo maestro Antonio Labriola che la storia russa era tutta intessuta di questi sviluppi irregolari e di questi paradossi: ultima venuta tra le grandi nazioni europee, la Russia precorreva altri paesi in certe crisi e nell'esaurimento di certe forze.3)
1) Dopo la pribhh'cazloric di Padri e figli, Tùrgeney si abbandona a innumerevoli sforzi di interpretazione e di spiegazione del suo romanzo, ohe ottengono il risultato di farlo cadere in contraddizioni e di aumentare il numero dei suoi nemici.
2) Ideali e realtà nella letteratura russa, Napoli, 1922, p. 109.
*) Un primitivo fondo anarchico, quasi di carattere etnico (diffidenza per lo Stato e per la burocrazia, avversione ad un tempo religiosa e collettivistica per la borghesia e per l'iniziativa privata), si ritrova anche presso alcuni grandi esponenti delTirUeUtgencija, come per esempio Tolstoj. La rivoluzione autoritaria ha saputo servirsi mirabilmente di questo diffuso istinto anarchico-, per poi soffocarlo, dopo la conquista del potere.