Rassegna storica del Risorgimento
ALBANO ; 1798 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno
<
1918
>
pagina
<
292
>
292
G. Del Finto
De bloaphemia per il quale sì quis Deum et Donùnum Jesum Chri-stum et gloriosam Vivgmem Mariani expresse biasphemavisset , incorreva nella pena di scudi 10 per la prima volta, di scudi 20 per la seconda e arbitrio ;j udicis per la terza : si pagava invece la metà bestemmiando i santi, ma il doppio in atrocibus blasphemiis ; tollerate solo, come lascia credere l'oppressa, le bestemmie smozzicate, con qualche lettera mutata.
Rivoluzionari, dunque, gli Albanesi, ma : sempre religiosi. Per questo, in una mozione del 16 marzo sul rispetto dovuto alle feste, fu risoluto che nel tempo dei divini uffici tutte le bettole fossero chiuse, dando incarico al bargello d'invigilare e di procedere, in caso d'inadempienza alla cattura dei rispettivi padroni, escluso se vi fosse qualche forestiere . Con questa clausola si intendeva forse di aver riguardo a qualche dragone francese che avesse preferito, anche nel mattino dei giorni festivi, il vino all'acqua santa ?
Un'altra mozione, in data 26 marzo, riguarda la cattedrale che alcuni archeologi)!, fra cui il Marucchi, vogliono sia la stessa basilica che, secondo il Ltber PonMficcdis, Costantino edificò in onore di San Giovanni Battista. Non ostante i restauri iniziati dai cardinale Ferdinando D'Adda e compiuti dal suo successore, il cardinale Fabrizio Paolucci, nel 1722, la cattedrale, ridotta ad una sola navata, si trovava nel 1798 in cattivo stato di conservazione. Da qui la mozione che trascrivo :
Fu proposto che da molti individui di questa Comune si fanno continui ricorsi eontro il Cittadino "Vescovo, il quale trascura all'obbligo, che gli corre pensando soltanto ad esigere le condite del Vescovado ed applicarle per proprio uso, e non erogarle come deve nei riattamenti dalla Chiesa Cattedrale di lui Sposa a Cosa di Dio e specialmente dei tetti che minacciano mina e che sono ripieni d'erbe, e come tali tramandano le acque in tempo di pioggia in essa chiesa e precisamente nel Cemeterio,: dóve ne è caduta una porzione dei Jjié>j desimi colla rottura dei ; bravi maestri, onde per riparare a tali danni, giacché j ì;, detto Cittadino Vescovo: noajuò obbligarsi per essersi assentato da Roma, si crede necessario d'assicurare le suddette rendite per erogarla nei predetti riattamenti, e perciò fu risoluto d'unanime consenso di tutti ì Municipolisti d'incombensaro li Deputati Ecclesiastici ad; invitale por parte di questa Mu-nicipa-Iità il Capitolo di detta: Guiesara.aeqBgs.li.é ed esiggere ledette rendite e questa indi erogarle per risarcire la detta Chiesa che ne ha urgente bisógno.
La detta mozione deve essere chiarita.
Per quanto riguarda il cimitero diremo che in Albano prima del 1687 i morti si seppellivano nel pavimento della cattedrale, così che spesso dai chiusini, rotti o sporgenti, delle tombe emanava un fetore