Rassegna storica del Risorgimento
PANTALEONI DIOMEDE ; MEZZOGIORNO
anno
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1955
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pagina
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165
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COMUNICAZIONI
1 IL MEZZOGIORNO HfiffljHH ALL'INDOMANI DELL'UNIFICAZIONE IN UNA RELAZIONE INEDITA DI DIOMEDE PANTALEONI
All'indomani dell'unificazione il Mezzogiorno era per la classe politica italiana un'incognita, un punto interrogativo, un profondo mistero. Completamente ignorate le reali condizioni fisiche, sociali, etnografiche, economiche, psicologiche delle regioni meridionali, che erano state unite al resto d'Italia quasi fulmineamente e per un colpo di audacia, grazie all'iniziativa non di quella classe politica, composta di moderati, bensì del partito d'azione animato dall'esempio trascinatore di Garibaldi. L'espressione che, secondo l'inedita testimonianza di Tito De Ainicis, Prefetto di Siracusa ai primi del 1867, il Ricasoli aveva usato per la Sicilia nell'atto di congedarlo, La Sicilia è l'ignoto, abbiamo bisogno di conoscerla , *) si poteva applicare, qualche anno prima, a tutto intero il Mezzogiorno. Il medesimo proposito di conoscere il Mezzogiorno che nel 1867 suggerì al Ricasoli quella frase per la Sicilia, nel 1861 dovette ispirare nel Minghetti, Ministro dell'Interno nel primo Gabinetto Ricasoli, la decisione di inviare in missione di osservazione e di studio nelle provincie meridionali un uomo che già aveva reso segnalati servigi al Governo di Torino, che era stato stimato ed impiegato dal Cavour in missioni di particolare delicatezza, un uomo di cultura e di pratica degli affari, un uomo anche scientificamente dotato perchè medico: Diomede Pantaleoni. Il nome del Pantaleoni è legato appunto alle trattative che il Cavour tentò per risolvere pacificamente la questione romana e che gli affidò: meno nota è invece la missione affidatagli dal Minghetti nel giugno 1861 per un viaggio nel Mezzogiorno. Ne ha dato notizia Franco Della Peruta pubblicando nella rivista Società un gruppo di cinque lettere che il Pantaleoni, non appena giunto a Napoli ed iniziata la visita delle provincie meridionali, scrisse confidenzialmente al Minghetti, tra il 14 e il 25 agosto.a) Ma il compito del medico maceratese non poteva naturalmente esaurirsi con qualche lettera privata; ed infatti, al termine della sua missione, egli stilò un ampio rapporto ufficiale al Ministro dell'Interno, che ho ritrovato e trascritto presso l'Archivio di Stato di Roma. 3) Si tratta di circa 140 facciate manoscritte, a cura di un copista
1 ) Lettera conservata nell'Archivio di Stato dì Roma, Arch. Ricasoli (Fondo Bianchi), Carteggio, 2, 15, e.
V FRANCO DELLA PEIIUTA, Contributo alla storia della questione meridionale Cinque lettere inedite di Diomede Pantaleoni (1861), in Società, 1950,1, pp. 69-94.
3) Arch. Ricasoli (Fondo Bianchi), Carteggio, 2,17, (5). Oltre alla relazione di cui mi occupo, che reca la seguente intestazione: Sulle condizioni delle provincie meridionali-continentali Rapporto a Sua Eccellenza il Sig. Ministro dell'Interno, il fascicolo ne contiene un'altra più breve, dedicata alla Sicilia, anch'essa di grande interesse, di cui non dò ora notizia perchè mi risulta che si accìnge a pubblicarne il testo il prof. Giuseppe Scichilone. (La relazione sulla Sicilia è ora infatti pubblicata in 6. ScicnnA)NE, Documenti sulle condizioni della Sicilia dal 1860 al 1870, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1952, pp. 92-103; quella sull'Italia meridionale continentale è stata da me pubblicata in Movimento Operaio, 1953, n. 5-6, pp. 750-792)*