Rassegna storica del Risorgimento
PANTALEONI DIOMEDE ; MEZZOGIORNO
anno
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1955
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pagina
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171
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Il Mezzogiorno all'indomani dell'unificazione, cc. ffil
una volta la settimana, e ne corsero talora due o tre senza partenza; e ciò quando le communicazioni di terra erano al tutto interrotte pei viaggiatori. Ed ancora gfamti alle coste della Calabria, p.e. a Paola, come procedere oltre alla capitale Cosenza ossia per la sola strada carrozzabile che vi esiste ? Bisogna avere 40, 60 uomini di scorta, andare di conserva con altre vetture, armati tutti da capo a piedi, e viaggiare come carovane nel deserto per difendersi dagli Arabi e da' Be~ duini. Ciò è per le grandi strade, che per le altre non si va che a cavallo traversando, alla mercè di Dio e delle buone armi che si portano, le macchie, le selve, o le quasi deserte campagne che stanno fra uno ed altro villaggio. Non havvi una sola parola di esagerazione in tutto dot concludeva su questo punto il Pantaloni E la storia, la semplice storia del modo stesso col quale, grazie alla squisita cortesia di uno de* signori più distinti del paese ho dovuto e potuto viaggiare io stesso in quelle parti.
Non minore il peggioramento amministrativo e legislativo derivato dall'unificazione meccanica e dal caotico sovrapporsi delle direttive e delle disposizioni. Abbandonato il savio progetto d'istituire la Regione, un ente che avrebbe ovviato a molti inconvenienti e che il Pantaleoni rimpiangeva, quelle provincie si trovano scriveva egli E-, anziché aver migliorato, nel cambia" mento aver peggiorato la loro condizione, sottoposte come sono per quell'errore a una legislazione spesso pia imperfetta e tale che già l'opinione pubblica l'ha in parte condannata, sia per quel motivo, sia perchè le leggi e misure convenienti per un piccolo regno, come era il subalpino, non si attagliano e si confanno ad uno grande e potente d'Italia tutta. E cosi le nuove provincie annesse sono destina' te a cambiare la loro legislazione con altra temporanea e provvisoria, che la pub' blica opinione ha in parte esautorato di già, e ciò onde venire ad una terza legi~ slazione, che poi il Parlamento italiano avrà lentamente a discutere e votare per definitiva... Questo cambiamento subitaneo d'una in altra legislazione è stato tanto più inopportuno in quanto che rìndole delle loro popolazioni e i loro antecedenti non comportavano l'adozione ad un tratto di forme governative al tutto opposte, e di un sistema che all'azione del potere centrale governativo onnipossente surroga ad una volta razione individuale, o di corpi elettorali che prima non esistevano affatto o solo di nome esistevano, e ciò innanzi che la loro educazione sia fatta, o anco prima che siano creati e composti; onde è che spesso avvenne ed anco adesso si hanno casi, in che fra il sopprimersi delle vecchie leggi e istituzióni e il surrogarsi delle nuove, rimase e rimane un vacuo non preveduto e non regolato dalla legge, e perciò affari abbandonati ad una reale anarchia. Per tal modo una assenza d'azione governativa ha dovuto ad un tratto verificarsi in quello provincie, seguite da altra incerta, ineguale, e ne* suoi primordii impotente, la quale sventuratamente non è ancora da per tutto surrogata: né da per tutto può agire senza un forte impulso del Governo.
Riepilogando su questo argomento, Pantaleoni lamentava: Larivoluzione ei diversi successivi governi disordinarono la pubblica amministrazione delle provincie meridionali, quasi intieramente. Ed in prima fu quasi una fatalità che ciascuna luogotenenza e dittatura adottasse un indirizzo di governo diverso a modo che nei continui cambiamenti ogni autorità, ogni prestigio del governo si fosse perduto, il che non contribuì poco al brigantaggio e a quella generale sfiducia perla quale il Governo del Re ha in alcuni luoghi finito a non trovare più l'appoggio né della magistratura, né dei sindaci, né dei più interessati all'ordine pubblico, né a trovare servizio fedele negli impiegati...,