Rassegna storica del Risorgimento
PANTALEONI DIOMEDE ; MEZZOGIORNO
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1955
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176
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Paolo Mairi
si trova realmente ridotto a condizioni ben tristi perchè la giornata di lavoro non va oltre a tre Carlini, che debbono servire al nutrimento spesso non solo dell'uomo ma della famiglia intiera... Ora ove si pensi come da dieci anni circa il caro de* viveri sia cresciuto in Europa e diminuito perciò il pregio del denaro, vedrassi a quale misera condizione debbon essere ridotti gli agricoltori e i giornalarj così male pagati.
À questa triste condizione del Mezzogiorno, il Fantaleoni proponeva il rimedio di una intensa politica di lavori pubblici, che sarebbe riuscita doppiamente utile, per migliorare obbiettivamente il suolo e le comunicazioni e per alleviare la miseria delle plebi cittadine e contadine, ma anche su questo punto abbiamo già visto come dieci anni più tardi perfino i Prefetti lamenteranno che le promesse siano state lasciate sulla carta.
H secondo problema di fondo che attrae particolarmente l'attenzione del Pantaleoni è anello della Chiesa, e anche qui troviamo un'accentuazione sociale che la Destra seppe più d'una volta portare nello studio teorico dei problemi ma pntroppo non seppe che molto raramente applicare nella realtà. Il Pantaleoni prende le mosse dalla sobillazione del brigantaggio che il Papa, d'accordo con lo spodestato Borbone, esule e a lui vicino, organizza da Roma. Con sguardo retrospettivo, anzi, il Pantaleoni scrive a proposito del corrotto governo borbonico: In altri dì non si crederà certo che il Capo della Religione Cattolica, il rappresentante del Cristo sulla terra, per ambiziosa sete di miserabile impero, benedicesse a quel governo, lo esaltasse e il difendesse, mentre anatemizzava i popoli e la Nazione d'Italia e il Re italiano, perchè questi tenne fede ai suoi giuramenti. Nell'opera di corruzione e di abbrutimento delle popolazioni meridionali, anzi, il Pantaleoni giudica che la Chiesa sia stata sempre fedele alleata dei Borboni, e scrive quindi: Gli è dimoile ad uomini cresciuti sotto altra civiltà e sotto altro regime comprendere a quale punto sia condotta la morale corruzione del popolo; ed un giorno forse si griderà alla calunnia quando si affermerà come questa siasi fatta in gran parte per opera di un sacerdozio e di una Chiesa che rappresentano la Religione la più civilizzatrice, la più santa di quante esistettero sulla terra. Come poi Roma abbia potute non solo ciò approvare, ma favorire, come essa possa ancor in questo momento far plauso a quell'opera, benedirla e tentare (e Dio sa con quali mezzi) di rimetterla in forza, gli è tal delitto, tale vergogna, tale infamia che una cosa sola può spiegare ed è la corruzione, l'oblio di ogni morale che ha invaso la Corte di Roma, che non più pensa, non più agisce, non più s'inquieta che per un miserabile possesso di un caduco principato, al quale posterga tutti gli interessi della Religione, delle anime, del Cristianesimo, del Cielo.
Collegata con la sobillazione ecclesiastica proveniente da Roma, era l'opposizione clericale nelle provincie meridionali, principale fra gli ostacoli che il Governo unitario incontrava nel Mezzogiorno. Qui il Pantaleoni inserisce una distinzione di classe. L'alto clero - egli dice non ha alcuna indipendenza, e si distingue per la duplice servilità a Roma ed alla vecchia dinastia. Ed ora, trovandosi le due riunite contro di noi, il clero è spinto in quella via infausta d'opposizione, ed esercita ogni Bua influenza a nostro danno. Le ispirazioni che partono da Roma, le istruzioni della S. Penitenzieria al clero e confessori sono tali, che non trovano, per la loro esorbitanza, raffronto in qualsiasi altro tempo passato; e la lotta messa fra clero e Stato, spesso in