Rassegna storica del Risorgimento

PANTALEONI DIOMEDE ; MEZZOGIORNO
anno <1955>   pagina <179>
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H Mezzogiorno all'indomani delV unificazione, ecc. 179
che anima e da cui si pone il Pantaleoni si esercitano in senso positivo: quella mentalità e quel punto di vista sono ancora nelle personalità più illumi­nate elemento moralizzatore, ordinatore, progressivo, e ciò riuscirebbe anche più agevole dimostrare se i limiti imposti alle comunicazioni non m'im­pedissero dì entrare in altri argomenti pur ampiamente trattati dal Pantaleo­ni nel suo rapporto, come ad esempio i problemi del credito, della stampa, delle istituzioni sanitarie e assistenziali, dell'ordinamento penitenziario, ecc.
Certo, rimangono notevoli tracce di paternalismo, come dove il Panta­leoni tratta dell'istruzione con vivo allarme nei confronti del socialismo, allarme che lo inclina a posizioni tendenzialmente e pericolosamente reazio­narie; certo, rimane ancora l'invocazione di una politica forte: Tenuto per molti lustri scrive ad esempio il Pantaleoni riprendendo quasi testual­mente le parole già usate in una delle sue lettere sotto il regime il più violento della forza, questo popolo non appartiene che a chi fa mostra di pos­sedere forza e però di possedere gli elementi del successo e del trionfo. Che il Governo mostri forza, ch'esso raddoppi le truppe, rincalzi il suo prestigio in parte dissipato per le molte misure da esso adottate, rassicuri queste popola­zioni dal timore d'una restaurazione, e questo popolo gli apparterrà tutto o quasi tutto. Ma nel Pantaleoni questa politica forte si accompagna e si integra con una politica di vaste e profonde riforme, di coraggioso rinnova­mento, sicché, se tale linea direttiva fosse stata seguita, l'Italia non avrebbe compiuto in quegli anni la conquista violenta di se medesima, per usare una singolare ma acuta e felice espressione del duca Michelangelo Caetani citata dallo Chabod nel suo ultimo magistrale lavoro, -5 bensì si sarebbe av­viata verso una effettiva unità economica, sociale, psicologica e politica, che per lunghi decenni, purtroppo, doveva rimanere invece nient'altro che una aspirazione degli spiriti migliori e più pensosi dei destini d'Italia.
PAOLO ALATRI
i) FEDERICO CHABOD, Storto della politica estera italiana dal 1870 al 1896 - Voi. I: Le Premesse, Bari, Laterza, 1951, p. 463.