Rassegna storica del Risorgimento
VANDONI ALESSANDRO ; MILANO
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1955
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pagina
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182
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182 Carlo Arrigoni
di arresto in fortezza e alla perdita dell'impiego - vedi Gazzetta Ufficiale di Milano del 17 giugno 1851, n. 168:
La Suprema Corte Militare di Giustizia in Vienna, annullando la Sen* tema del 1 febbraio u. s. del Consiglio di guerra in Milano, ha il 23 maggio p.p. dichiarato colpevole di delitto di alto tradimento e condannato perciò a dieci anni di arresto in fortezza ed alla perdita dell'impiego il chirurgo deWI. R. Deputazione Provinciale di Milano, dottor Gaetano Ciceri, nativo di Lugagnano nella Provincia Pavese, d'anni 50, ammogliato,
Milano dall'I. R. Comando Militare della Lombardia il 17 giugno 1851. All'euforìa che seguita in un primo tempo alla sospensione del processo, aveva trovato sfogo nel Cosmorarna Pittorico dove in data 4 febbraio, martedì, con riferimento alla libertà concessa per mancanza di prove, si facevano voti perchè al rappresentante della città fosse fatta giustizia intera, come gliela fanno la coscienza e i cuori de' suoi concittadini il Ciceri doveva essere conosciutissimo a Milano per esserci dal 1819 sempre secondo le ricerche archivistiche accennate - subentra nel maggio, costernazione tra i patrioti milanesi e poiché si sa il retroscena della delazione, in un gruppo di essi si decide l'azione punitiva contro il delatore. E chissà !... forse questa colla sua tragica, sanguinosa conclusione, non fu senza influenza sull'animo dell'Imperatore, se egli con sovrana risoluzione del 20 novembre 1851 si è compiaciuta di condonargli [al Ciceri] clementemente il resto della pena. {Gazzetta ufficiale di Milano del 29 novembre 1851, n. 333).
Facevano capo a GianBattista Carta, nato a Modena il 17 gennaio 1783 e diventato poi milanese d'adozione, i patrioti accennati, come è documentato anche dalle Memorie di Gaetano Assi il quarantenne tintore noto sotto il nomignolo di el Taneu e famoso come longa manus del Carta, quell'Assi che, come scrive il Seidl nel suo Dos Mailànder Attentai am 6 Februar 1853, avrebbe ricevuto da Carlo De Cristoforis quaranta napoleoni d'oro per l'esecuzione diventando così un sicario prezzolato. E si noti che il Luzio " ripetè l'affermazione austriaca in tono tale che sembra averla egli creduta e d'aver creduto anche al sangue versato per la divisione dell'aureo bottino ... avesse [Mazzini] sopratutto conosciuto il retroscena raccapricciante dell'assassinio Vandoni, compito freddamente pel pattuito compenso di 40 napoleoni d'oro, con lo strascico orribile di una rissa omicida tra sicari per dividersi quel prezzo di sangue ! .
L'Assi, 2) invece, che naturalmente non fa cenno di questa somma la quale, se davvero fu in gioco come posta macabra, dovè servire per la fuga dell'uccisore dopo fatto il colpo, scrive e la sintassi gli perdoni che: ce Per la dimostrazione di unione che si doveva conoscere in quell'epoca, come pure fu sentenziata la morte di Vandoni, nella congiura unita di Carta e che io mi presi l'incarico dell'esecuzione e che si bene riuscì grazie la mano ferma del nostro C... C... iniziali che adombrano la persona di Claudio Colombo, operaio intagliatore allora trentunenne era nato l'8 luglio 1820 È il quale abitava colla moglie Giovanna Prandina al n. 2411 della Stretta di S. Giovanni sul Muro, ma aveva un botteghino nella casa attìgua a quella dove
D A. Luzio, Nuova luce sul moto del 6 febbraio, in Profili biografici e Bassotti storici, Milano, Coglici, 1927, Voi. II, p. 158.
2) V.OTTOLirn, La Rivoluziono lombarda del 1048 e 1849, Milano, Hocpli,1887, p. 357 oseg.