Rassegna storica del Risorgimento

VANDONI ALESSANDRO ; MILANO
anno <1955>   pagina <183>
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L'assassinio del dott. A. Vandoni, ec 183
abitava il dottore giustiziando e in più lavorava per l'intagliatore Carlo Ripa­monti avente il suo lavorano nel vicolo chiuso detto Piazzolo della Corsia del Giardino l'attuale via Manzoni prospiciente la contrada dei Bigli. Fu questo Colombo il sicario, essendosi rifiutato alla bisogna un certo Pietro Va-risco che abitava nella Stretta ài S. Calocero, e fu un altro dipendente del Ripamonti, certo Leopoldo Negri, che preparò come arnia una lima affilan­dola e ponendovi un manico a dovere. Quando ogni cosa fu poi preparata anche colla complicità di numerose persone che dovevano fare da palo, il colpo venne deciso per il 25 giugno.
In tale giorno appunto, verso le ore sedici, il dottor Vandoni se ne tornava tranquillamente a casa soffermandosi dal salumiere Rainoldi che aveva ne­gozio sul Corso di fronte alla chiesa di S. Carlo. Ne esce e non s'accorge che alcune persone il Marazzi, il Mariani, il Vigorelli, il Forlivesi che trove­remo citati in un documento allegato a questo studio levandosi il cappello, segnalano il suo passaggio ad altre che si trovano più avanti sul suo cammino, imbocca la via del Durino l'attuale via Duxini sta per entrare nel por­tone di casa sua al n. 430, poi n. 25 e demolita da qualche anno, quando sulla soglia il Colombo gli si avvicina e con due colpi di lima a guisa di pugna­late, lo uccide all'istante.
Trascrivo dalla Gazzetta ufficiale di Milano n. 177, 26 giugno 1851, la notizia quale venne laconicamente annunciata: Un atroce avvenimento tanto funesto per le sue conseguenze quanto tuttora ignoto per le vere ca­gioni che lo determinarono, accadde jeri nelle ore pomeridiane. U Medico Provinciale della L R. Delegazione di Milano dottor Alessandro Vandoni veniva proditoriamente aggresso sulla pubblica via, e da mano sconosciuta ucciso con due colpi di stilo. L'autorità sta già investigando sull'inaudito fatto con tutta alacrità, notando che alla luce dell'investigazione accennata, altro non si vide che essere stato il colpo preparato meticolosamente perchè dei selciatori che lavoravano di fronte al portone dove il Vandoni venne as­sassinato, dissero di aver visto l'assassino il quale portava una giacca scura e un fazzoletto al collo, ma, vedi combinazione o meglio la preparazione del­l'abbi, un uomo che aveva la stessa statura, una giacca di ugual colore e un fazzoletto uguale era il Varisco proprio nel momento dell'uccisione stava parlando con due poliziotti fermi all'angolo del Durino, chiedendo l'ora pre­cisa perchè il suo orologio si era fermato, e una mendicante che stava sulla porta della chiesa di S. Maria della Sanità già detta dei Crociferi inter­rogata dal giudice, disse che l'arcangelo Gabriello era disceso dal cielo per -punire quel dottore malvagio 1...
Intanto il Colombo, cambiata la giacca scura colla sua solita, toltosi il fazzoletto dal collo, fila verso Porta Tosa -=- la attuale Porta Vittoria dopo aver varcato il Naviglio sul ponte di ferro in via S. Damiano dove trova una persona che ben lo conosce, raggiunge la stazione ferroviaria del tronco Mi­lano Treviglio, va a Treviglio e poi per Cremona, a Mantova dove ha dei parenti, e quando tornerà di lì a poco a Milano temporaneamente per poi -prendere la strada di Londra ritornò definitivamente a Milano nel '59 e morì a Como, dopo aver continuato a fare l'intagliatore, il 20 gennaio 1894 non avrà alcuna noia stando ciò a dimostrare come la Polizia, pure sapendo di essere di fronte a una vasta congiura, non potè venire a capo di nulla anche perchè disorientata dai continui allarmi che le provenivano da Vienna e da