Rassegna storica del Risorgimento
VANDONI ALESSANDRO ; MILANO
anno
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1955
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pagina
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187
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Vassassinio del dotti, A. Vanioni,, ecct 187
le vostre catene per illudervi sul vostro servaggio ... Paura l'hanno i congiurati che, da questa dominati, vedono ogni tanto ergersi nell'ombra, come un fantasma, la figura della spia, e cosi si arriva alla notte dal 16 al 17 ottobre del '52 quando in contrada S. Giovanni alle Quattro Facciopoi via Oriani dove abitava al n. 1838, viene arrestato il vecchio Carta, il capo del Comitato dell'Olona, l'estensore dei manifesti che venivano stampati clandestinamente dall'Omodeo in via S. Maurilio e nonostante il draconiano manifesto di Ra-detzky del 21 febbraio 1851, continuavano ad essere messi in circolazione facendo una vittima con Amatore Sciesa.
Il colpo derivato dall'arresto del Carta era grave! Si aveva ragione, è vero, di temere per la sua vita, ma si sapeva anche della forza d'animo di quest'uomo veterano delle congiure e si poteva sperare che, come le altre volte, anche stavolta se la sarebbe cavata. Speranza alla quale corrisposero gli eventi perchè col proclama del 19 marzo 1853 che ordinava per sovrana clemenza la sospensione del processo per alto tradimento in Mantova dove per tragica ironia, proprio la stessa mattina fu impiccato a Belfiore Pietro Frattmi, il Carta fu amnistiato e dimesso, per essere però arrestato di nuovo il 3 aprile, processato e condannato il 18 luglio a 20 anni per alto tradimento per essere stato a capo di una società segreta, la quale ebbe per scopo la repubblica e la sua violenta realizzazione e per avere dall'anno 1851 preso parte a tutte le dimostrazioni in Milano. (Gazzetta Ufficiale di Milano, 7 settembre 1853, p. 250).
E buon per il Carta che venne l'amnistia del gennaio '57 cosicché potè da Olmiitz ritornare all'ombra della Madonnina dove al principio del '59 farà ancora in tempo a buscarsi qualche mese di carcere come arruolatore di volontari per la guerra imminente, e dove morirà ottantottenne il 13 dicembre 1871 in via Rovello al n. 6, povero e dimenticato, lasciandoci all'oscuro se abbia o no scritto quelle Mie Memorie dal 1815 al 5 giugno 1859 che egli, in una lettera all'amico Marcello Cerioli, annunciava di star proseguendo, aggiungendo che Saranno accompagnate da documenti irrefragabili. Pei tristi diverranno un nuovo inferno del mio Dante. Pei deboli avrò la pietà di Cristo. *)
H colpo era grave piuttosto perchè il Comitato dell'Olona perdeva il suo capo e per il pericolo della delazione la quale, come aveva determinato l'arresto del Carta, avrebbe potuto ripetersi per altri del Comitato. E infatti l'Assi nelle Memorie già citate scrive che incontrato il Carta un giorno del settembre di quell'anno 1852, costui gli disse che: ... temeva di essere a giorni arrestato, perchè il Corbellini da un mese circa gli aveva chiesto venti marenghi e che, se non gli aveva, s'aspettasse l'arresto; e che già due perquisizioni (aveva) avute in casa e che questo Corbellini aveva già fatto arrestare vari dei nostri, principalmente l'Amedeo stampatore, il quale infatti nelle carceri del Castello mi aveva già messo al fatto di questo birbante che già ruffiano, spia e ladro e che conobbe (aveva conosciuto) qualcuno della nostra Società in occasione della morte Vandoni, e dopo il mio arresto se ne abusò e voleva danari oppure faceva la spia.
1) Dorr. A. CEBIOM, Di Monello Cerioli scrittore e patriota cremonese, Tortona, Tip. S. Giuseppe, 1921, p. 187.