Rassegna storica del Risorgimento

VANDONI ALESSANDRO ; MILANO
anno <1955>   pagina <189>
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L'assassinio del doti. A. Vandoni, ecc. 189
Se esattamente alla distanza di cento e uu'anni dalla sua morte, abitiamo ricordato la figura dol dottor Vandoni rimasta come una zona d'ombra nella storia patriottica lombarda accanto allo splendore di tante altre figure, ricor­diamo ora Manetta, Emilia e Carolina Vandoni che due auni dopo la morte del padre, I'8 febbraio 1853, quando Eugenio Brizi e l'ungherese Mattia Gcr-gics, alias Fiizesi o Jàmbor, bussarono alla loro porta di via del Durino, l'apersero ospitale e per una quindicina di giorni tennero nascosti sotto il loro tetto quei due candidati alla forca, fino a che essi indisturbati, prima il Brizi poi il suo collega, poterono lasciare l'Italia per la Svizzera mercè l'aiuto del dottor fisico Paolo Arpesani, medico condotto del Borgo degli Ortolani fuori della Porta Tenaglia d'allora, bella figura di patriota il quale sarà poi arrestato il 2 gennaio 1854, e per tre anni sarà ospite delle prigioni di Mantova prima, poi di Padova, a cagione degli ... stravaganti principi di indipendenza italiana e di organizzazione di Repubblica, che talvolta non si faceva scrupolo di far trapelare... come fu scritto in unxapporto della Polizia a suo carico. x> Quelle tre donne avevano forse promesso di cancellare l'ombra rimasta sul loro nome col ricordo paterno e la promessa luminosamente mantennero, volendo il destino che il loro operato venisse consegnato alla Storia proprio da uno straniero, il Gergics. Infatti, mentre il Piolti de' Bianchi scrisse che le Vandoni ebbero ad ospite il Brizio sino da quella sera stessa. A Fùragy tro­varono un altro alloggio del pari sicuro, non ricordo presso quale famiglia , invece il Gergics, personaggio dai molti nomi vedi Fùragy come lo chiama il Piolti arrestato agli ultimi giorni del '53, secondo il Pollini, e divenuto preda del famoso Kraus a Mantova, nel lungo costituto del 9 maggio 1855 pubblicato dal Luzio,*i cancellò ogni dubbio sulla identità della sue ospiti milanesi tre ragazze, la più vecchia delle quali poteva avere circa 32 anni, aggiungendo esplicitamente che Erano le figlie dell'assassinato Dr. Van­doni ... e ripetendo aU'mquisitore il racconto fattogli dell'assassinio del pa­dre, dalla più vecchia delle tre sorelle assai religiose per non dire bigotte . AHa fine del costituto poi, il Gergics pregò di evitare il confronto colle figlie del Vandoni, perchè ciò sarebbe senza risultato. Queste ragazze vennero cioè dal carcere di questo castello avvertite dall'Arpesani di non ricono­scermi in caso di una eventuale ricognizione personale. L'Arpesani mi disse anche già che gli pervenne la risposta che quelle ragazze si atterrebbero stret­tamente alla raccomandazione loro fatta . Ma c'è di più. L'ungherese con­tinuò coll'awertire che il medico corrispondeva colla moglie e precisando il modo basato su punti appena percettibili segnati sotto quelle lettere che assieme formano la parola che egli vorrebbe dirle, e così fa anche essa per la risposta. Per esempio per formare la parola Vandoni cerca egli nella Gazzetta con piccoli intervalli le relative lettere che formano la parola, e sotto cia­scuna, o vicino, vi mette un piccolo punto.
La quale Gazzetta galeotta era la Gazzetta Medica fondata da Agostino Bertani, che la moglie da Milano mandava al dottore ed egli le ritornava dopo la lettura.
1) E. ARPESANI, il Dottor Paolo Arpesani, e le sue vicende politiche, Milano, Coglimi,
S) A. Luzio; Felice. Orsini - Appendice: U costituto di Mattia Gergics sui fatti del 6 feb­braio a Milano, Milano Cogitati, 1914, p. 377.