Rassegna storica del Risorgimento

MAMELI GOFFREDO ; GIORNALISMO
anno <1955>   pagina <196>
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Leonida Balestreri
popolo. Perciò la vita è ideale che imprime la sua virtù possente nella massa inerte delle cose materiali e le trae e solleva al compimento del bene. Perciò la storia è adempimento di una missione che l'individuo compie sorpas­sando, sotto l'impulso dell'ispirazione morale, la sfera de* propri interessi immediati e individuali e realizzando il bene cornane col sacrificio di sé. L'individuo vive superandosi. Dio e popolo, i termini del grande binomio, compendiano tutta la realtà morale, in cui il singolo vive e attinge la sua meta adeguando la propria coscienza alla coscienza del popolo,, in cui Dio s'incarna e rivela.
Questo conclude il Gentile il credo di Mazzini, e aggiunge di Mameli. Questa la base morale della rivoluzione... Questa la nuova anima italiana, l'anima del Risorgimento,
Le dottrine speciali dell'unità nazionale deduce infine il Gentile , della insurrezione popolare, della repubblica, e della costituente, e del suf­fragio popolare e tutte le altre idee particolari che riecheggiano negli scritti del Mameli e dirigono la sua azione politica, sono nello stesso Mazzini corol­lari, almeno nel loro spirito, di quel credo fondamentale.
Non è ora, ovviamente, Questa la sede più opportuna per fare oggetto tale credo di una particolare trattazione. Ai fini di quanto si vuol qui pre­cisare è sufficiente piuttosto discorrere un poco dei corollari, considerandone attraverso l'esposizione fattane dal Mameli quelli che di essi sono gli spunti di interesse attuale. E non a caso si dice semplicemente spunti, che da arti­coli di giornale non si può pretendere di trarre più di quanto essi possano normalmente dare. In quelli del Mameli sebbene in massima parte legati, come in genere avviene per siffatti scritti, ad avvenimenti o episodi del mo­mento è molto quello che riesce a salvarsi dal marchio dell'effimero, molto relativamente, s'intende ma tanto quanto basta per poter riconoscere in essi un motivo di più di apprezzamento.
È sufficiente, al proposito, tener presente, ad esempio, come il Mameli abbia dimostrato di sentire se non proprio forse l'esigenza dell'unità dell'Europa quale è oggi intesa - l'identità di problemi, la concordanza di interessi, la convergenza di aspirazioni, la comunanza di destini, insomma tutto ciò che lega tra di loro i popoli del vecchio continente.
Questi concetti, variamente adombrati, affiorano spesso negli articoli del Mameli. Nel programma del giornale 11 Diario del PopoloJ) si parla così de la missione europea da Dio affidata alle sole mani dei popoli* e più oltre si ribadisce: una essere la causa dei popoli.
Sono queste come si vede affermazioni brevi e perentorie, e quasi, si potrebbe dire, lapidarie: sembrano la conclusione di un ragionamento che si presuppone conosciuto, lo sviluppo estremo di tutta una elaborata dot­trina politica e sociale che si dà con altrettanta sicurezza per nota ed accet­tata. È un procedimento che da certi punti di vista può lasciare perplessi,
I) II Diario del Popolo, anno I, n. 62, Genova, 16 ottobre 1848. Concetti analoghi sono espressi nel programma dal Mameli stilato per un giornale che avrebbe dovuto intitolarsi La Vestale e che non fu possibile pubblicare per le opposizioni poliziesche (cfr. CODIGNOLA, op. cit., voL H, p. 201). Lo stesso punto di vista è manifestato poi, con brevi accenni, in due articoli apparsi rispettivamente sul Corriere Mercantile, anno XXIV", n. 45, Genova, 25 febbraio 1848, e su II Diario del Popolo, anno I, n. 69, Genova, 24 ottobre 1848.