Rassegna storica del Risorgimento
MAMELI GOFFREDO ; GIORNALISMO
anno
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1955
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pagina
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199
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Le idealità democratiche negli scritti giornalistici, ecc. 199
condo quanto e stato sottolineato è elemento basilare del sistema mazziniano. Non vi sono neppure in questo artìcolo elementi concettuali nuovi, di impronta originale. Personale invece e non ci si stancherà di ribadirlo è il modo come le idee del Mazzini, attraverso la parola del fedele discepolo, trovano l'espressione più acconcia per essere portate a diretto contatto del pubblico. Ma questo, del resto, è quanto avviene sempre, e non soltanto in questo artìcolo ora citato.
A proposito così dell'esigenza democratica la postulazione che di essa vien fatta dal Mameli è sempre chiara e suasiva, e ciò tanto più quando essa è abbinata con l'affermazione del principio di nazionalità. Non gli sfugge infatti che la democrazia e la nazionalità sono i due principi fuori di cui non vi è ormai governo possibile in Europa: essi sono termini che non possono disgiungersi.2'
Al riconoscimento dell'esigenza democratica si giunge non solo in base a considerazioni di principio ma anche in forza di precise valutazioni di fatto. Vi è un elemento di moto nelle classi basse dichiara perentorio e severo il Mameli in una lettera al Rubattino 3) stupidità e inettitudine nelle altre .4) Ora, se l'iniziativa è passata al popolo è logico e giusto che ad esso passi anche la sovranità. Perciò, con pieno convincimento redigendo in data 27 dicembre 1848 un manifesto a nome del Comitato centrale provvisorio della democrazia italiana s) il Mameli dichiara che il Comitato stesso ammette qua! base di ogni sua dottrina politica la sovranità popolare. Ma tale concetto il poeta di Fratelli d'Italia rilevando come ormai non possa più essere messo in discussione, da nessuno aveva già recisamente sostenuto in molteplici occasioni, non escluso un articolo su II Diario del Popolo. Noi diciamo si afferma sulle colonne del foglio genovese 6) che il principio della sovranità popolare è generalmente accettato da tutti i partiti giacche ormai il diritto divino ha perduto totalmente il credito e gli scrittori monarchici non si difendono dal partito contrario che sostenendo la monarchia essere il governo voluto dalla maggiorità del popolo noi non discutiamo sulla verità dell'ipotesi ma notiamo solo ch'essi invocando un tacito mandato popolare ammettono implicitamente il principio della sovranità popolare, principio che hanno comune coi Repubblicani, giacché questi ne fanno primo, anzi unico dogma delle loro credenze politiche.
Ma, proprio perchè ormai universalmente accettato, questo principio della sovranità popolare può, anzi deve, essere portato come applicazione alle sue logiche conseguenze, la prima delle quali è per allora la con* vocazione dell'Assemblea Costituente Italiana, solo, unico legale potere competente a fissare definitivamente le sorti della nazione. Unico, legale
1) Jl Diario del Popolo, Genova, 25 ottobre 1848.
2) Palladi, Roma, 17 gennaio 1849.
') La lettera, ohe è in data 12 novembre 1848, A riprodotta dal CODICNOLA, op. eit.,
voi. n, p. 374.
4) Opinione non dissimile ai trova espressa dal Mazzini (Scritti, Ed. Nazionale, voi. XXXVIII, p. 160): Non dubito del nostro popolo, capace di maggior coso ch'altri non pensa; dubito della classe media.
5) Ripubblicato da] ConiRNOI.A, op. c.it voi. II, p. 265.
6) Il Diario del Popolo, (annoi, n. 72), Genova, 27 ottobre 1848.