Rassegna storica del Risorgimento

MAMELI GOFFREDO ; GIORNALISMO
anno <1955>   pagina <202>
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202. Leonida Balestrai
temporale e lo spirituale si confondevano e non potrebbero disgiungersi A noi decisiva prova del contrario par questa che, cioè, si seppe combattere l'uno senza offendere l'altro.
E dalle vicende dei primi tempi del pontificato di Pio IX il Mameli trae motivo per altri rilievi ancora del più vivo interesse: Un grande inse­gnamento egli afferma*) sgorga dai primi passi di Pio IX. Se i suoi interessi gli hanno impedito di seguitar la sua via, ciò non importa che il principio da lui rappresentato e non incatenato agli stessi interessi non possa seguirla. Il Cristianesimo congiunto alla tirannide impallidì, congiunto alla libertà tornò a risplendere della sua luce primitiva: dunque chi ama la fede deve amare la libertà la quale ne è l'applicazione, e la croce sul Vaticano e la bandiera sul Campidoglio si avviveranno l'urta coli'altra della reciproca luce.
Parole queste nella cui espressione si apparentano, sino quasi a fondersi, le idealità del democratico e del cristiano. Noi conferma del resto lo stesso Mameli2 siamo cristiani e repubblicani; ed è anzi come repub­blicani che veneriamo quanto rappresenta lo spirito del Crocefisso dai po­tenti. Non è a noi i cui fratelli di fede furon dati per tanti anni al martirio che occorre insegnare la religione della Croce.
Balza fuori da queste affermazioni motivo anche per un'altra consta­tazione al di fuori di quelle attinenti l'argomento sinora trattato della posizione dello Stato di fronte alla Chiesa , la constatazione cioè che il Mameli usa come sinonimi i termini democratico e repubblicano. E che la sua democrazia non può essere che repubblicana, così come affermato dal Mazzini: La Repubblica è la forma logica di quella che oggi chiamiamo democrazia, il metodo perchè trionfi, produca e duri.
Il concetto infatti che il Mameli ha della democrazia è un concetto inte­grale. La democrazia di cui egli è fautore è per dirla con la sua stessa espressione ) una democrazia assoluta. E di ciò offrono la riprova gli atteggiamenti che egli assume di fronte ai diversi problemi appunto della democrazia, e i punti di vista che enuncia a proposito dei vari istituti che la democrazia deve affermare e tutelare.
Negli scritti giornalistici del Mameli non mancano così accenni al suf­fragio universale,4) l'adozione del quale discorrendosi dell'elezione dei deputati alla Costituente romana 5) vien definita un omaggio profes­sato alla democrazia, un principio incarnato in un fatto compiuto da cui non si può ormai prescindere.
L'esercizio del voto, questo mezzo fondamentale di espressione e di attuazione della democrazia, ispira al Mameli un articolo singolarmente caldo e vibrante nella circostanza delle elezioni per l'Assemblea Romana.
1 ) InPailade,n.455,Roma,26gennalo 1849 (InCODIGNOLA,op.oli.,voi.II,p.307).
2) In Pallade, n. 454, Roma, 24 gennaio 1849.
33 Or. la nota 6 pag. 200.
4> Cosi neirarticolo pubblicato in Pallade, n. 437, Roma, 5 gennaio 1849. Cfx. pure la lettera Ài cittadini Beatine e Lcdru-Rollin (di cui ai è fatto cenno, nella nota. 6 a pag. 200), in COMGNOIA, op. cit., voi. II, pag. 318.
5) È quanto è detto nel manifesto del Comitato Romano dell' Associazione per la Costi­tuente Nazionale Italiana, pubblicato in Pallade, n. 435, Roma, 3 gennaio 1849. LI manifesto redatto dal Mameli porta oltre laaua le firme di Gio. Battista MasttcUa, Cesare Mazzoni, Olimpiade Melloni, Filippo Meucei a Siato Vinciguerra.