Rassegna storica del Risorgimento
SOLARI GIOELE
anno
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1955
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pagina
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220
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220 Luigi Bulferettì
sforzi dei nostri pensatori dell'età del Risorgimento e di quella contempo" ranca intesi a liberarsi, in senso democratico, dai residui giusnaturalistici e, con essi, dal liberalismo individualistico. Nel Risorgimento soltanto pattuglie avanzate inalberarono la bandiera della democrazia avendo compreso per tempo quali elementi reazionarioregressivi contenesse, specialmente in potenza, il liberalismo; ma la loro comprensione derivava, salvo eccezioni, da una coscienza più politica che culturale e riflessa; il Solari, storico delle idee, preferi soffermarsi sugli autori del sec. XIX che in un modo o nell'altro svolsero Fidea sociale smantellando, infine, col positivismo, il contrattualismo, cioè l'elemento durato più a lungo del giusnaturalismo. Ma pur in quegli stessi cbe, come il Croce, contribuirono validamente a demolire, grazie al giovanile marxismo, astratti miti di origine giusnatura-listica, il Solari scorgeva residui giusnaturalistici: per rimanere al Croce, le istanze individualistiche e liberali, come il Solari accennò sin dal 1914 e ora ampiamente dimostrava in un lavoro dedicato alla memoria di un discepolo immaturamente rapito agli studi, il Mautino.
Persino nel Martinetti, cbe aspirava a una ideale costituzione politica aristocratica con finalità democratiche, e che aveva sottolineato il fallimento del liberalismo politico a causa dei suoi preconcetti astrattamente egualitari (cioè giusnaturalistici) e che lo aveva considerato conseguenza della falsa concezione del principio democratico (è vano proclamare che gli uomini sono liberi e uguali se di fatto non lo sono, se non si determina in modo positivo da che cosa vogliamo essere liberi, e di quale uguaglianza si tratta, allo stesso modo che identificando la libertà colla moralità il Croce ha rinnovato l'errore rimproverato dal Martinetti al Kant di avere fatto consistere la libertà nel volere anziché in ciò che ne è l'oggetto e il fine), il Solari additava l'elemento individualistico, antidemocratico, antisocialistico: il Martinetti, pur concependo la società come organismo spirituale, come unità, come conoscenza che trascende le singole coscienze e che le fa servire ai suoi fini senza annullarle, muoveva sempre dall'individuo nella sua empirica soggettività. Invece il Solari intendeva muovere da quello che riteneva il fatto originario, ossia dall' individuo società , e reagire, così egli diceva, all'influenza persino di certo cristianesimo che ha favorito e acuito il senso dell'individualità a danno dei valori sociali degradati a valori strumentali dell'individuo, dare ai concetti di libertà e di giustizia un contenuto adeguato alle formazioni collettive della nazione e della società, considerate come realtà spirituali viventi e operanti nello stato moderno: conterraneo di Arcangelo Ghisleri, ne apprezzava, sul terreno pratico, la sintesi mazzinianocattaneiana, e come si fossero formati storicamente i concetti di società, di stato e di nazione e quale contributo alla loro elaborazione e diffusione nell'Italia del Risorgimento, diedero figure di primo o di secondo piano il Solari, mosso anche da passione erudita, scrisse in articoli sfuggiti non. di rado al grosso dei risorgimentisti perchè apparsi in riviste filosofiche o sepolti in atti accademici; e a ricercarlo nell'Alfieri, nel Balbo, nel Rosmini, nel Cattaneo, nello Spaventa avviò una schiera di discepoli: da P. Gobetti a R. Treves, da E. Passerài a G. Vaccarino.
Alcuni passi della sua opera paiono contenere l'entifìcazionc della so-cìetà quasi questa incarnasse l'idea sociale, e trascurare, in nome dì essa, l'individuo empirico (è vivo in noi il ricordo di quel che significassero certi