Rassegna storica del Risorgimento

MANTOVA
anno <1955>   pagina <230>
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Vantilo Campagnari
aportiani a Lucca, perchè ai vedevano, come egli stesso scrisse, alla testa di si bel progetto nomi un poco sospetti.
Lo stesso Silvio Pellico, d'altra parte, non aveva apertamente confes­sato ai giudici di Venezia di aver tentato di ispargere i suoi principi col Conciliatore, con le scuole di mutuo insegnamento* e coH'estendere la Carbo­neria, nell'intento di giungere per queste vie a creare, col tempo, governi costituzionali in Italia, e l'unità della nazione?2)
Questi principi, allora tanto pericolosi, erano ben noti ai Mantovani: Giovanni Arrivabene, imputato col Pellico e col Maroncelli dei loro stessi delitti, concepiti con gli stessi sistemi, non è, come abbiamo detto, che il pruno anello di una catena che si svolge senza interruzione.
Passando da lui al fratello Giuseppe, infatti, giungiamo ben presto a quel salotto dei Valenti-Gonzaga-Arriyabene, che rappresenta il punto di incontro, per tanti anni, del pensiero e dell'attività patriottici, educativi e filantropici della nostra città.
Di questo ospitale ambiente ritroviamo direttamente od indirettamente il ricordo presso molti di coloro che vi passarono: nelle lettere di Ferrante Aporti, in quelle del conte Torelli, negli scritti di Tazzoli e nell'archivio di inons. Martini. Tutti costoro, infatti, non solo furono amici di Giuseppe Ta­lentiGonzaga, ma ne frequentarono l'accogliente palazzo, insieme al fior fiore delle personalità mantovane, ira le quali sacerdoti come il Muti, il Pezza Rossa, il Grandi ed il Prati, e nobili e professionisti come Lodovico Magna-girti, Ippolito Cavriani, i Sordi, Francesco Rizzini, gli Arrivabene ed i Sar-toretti: tutti uomini noti alla cronaca ed alla storia della nostra città e del suo martirio, di uomini cioè che diedero, in forme diverse, parte o tutto di sé all'idea della riscossa nazionale e dell'elevazione del popolo.
Per rendere più. perfetta l'ospitalità a questa élite d'intellettuali, il mar­chese Valenti aveva costituito un'ingente aggiornatissima biblioteca che, per spirito di generosità e di umanità, egli rese quasi di uso pubblico.
La personalità degli ospiti e dei padroni i casa, la loro preparazione spirituale, in cui si fondevano, in modo che a noi oggi può parere strano, gli elementi di una cultura di tendenza positivistica con i sentimenti di un ortodosso cattolicismo, e quelli del sorgente spirito democratico e liberale italiano con l'ancor forte struttura basilare di una concezione eonservato-ristica e tradizionalistica della vita sociale, non ci lasciano dubbi sugli argo­menti abituali delle conversazioni.
La spiritualità della marchesa Valenti Gonzaga Arrivabene, che la storia legherà al martirio di Belfiore, ed il patriottismo del venerando marchese Odoardo, reduce dallo Spielberg, creavano già un'atmosfera di ealdo amore per l'idea nazionale.
L'amicizia fra Giuseppe Valenti, P Aporti ed il Torelli, che nei suoi primi anni di attività fu a Mantova come funzionario del governo austriaco, ed i loro comuni ideali nel campo patriottico ed in quello dell'educazione, faoe-
1) G-. CAXIÒ, Nuove notista e documenti sugli utili aportiuni a Lucca nel Risorgimento* Roma, R. Accademia d'Italia, 1942, che completano la comunicaziime dallo atosso A fatta BQ Gli asili aportiuni u Lucca nel Risorgimento (1836-49) con lettera e documenti inediti* Roma, R. Accademia d'Italia, 1941.
?3 ATTO YANWUCGI, / martiri della libertà italiano, Firenze, 1931, voi. H, p, 8.