Rassegna storica del Risorgimento
MANTOVA
anno
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1955
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pagina
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'educazione del popolo nel pensiero e nell'attività, ecc. 231
vano logicamente convergere l'interesse degli altri ospiti verso il punto crociale dei rapporto fra la formazione di un'Italia indipendente e la necessità dell'educazione popolare.
A maggior conferma ci basti un cenno alla personalità di coloro che li attorniavano.
Monsignor Luigi Martini, giovane ancora, e non ancor vittima del terribile urto fra i suoi purissimi ideali di pastore cattolico con quelli non meno ardenti del suo spirito patriottico chiaro e cosciente, era già padrone di una vasta cultura generale e la corroborava con le letture di Gioberti, di Capponi e di Lanxbruschini; conosceva Rousseau, e non gli erano ignoti gli scritti di Rosmini e di Mazzini.
La storia della sua vita si riassume nell'espressione più. pura dell'amore cristiano attivo, ed è per questo che tutte le istituzioni benefiche di Mantova, per quasi mezzo secolo, lo videro fra i loro promotori, fra i sostenitori ed i benefattori Gli asili infantili, l'istituto delle piccole derelitte, l'istituto degli artigianelli, alcuni istituti religiosi, la società operaia di mutuo soccorso, la casa di riposo per i vecchi, gli orfanotrofi, sentirono la sua fervida presenza; il suo archivio reca ancora traccie di questa attività alacre e pensosa: schemi di regolamenti, abbozzati e rielaborati infinite volte, statuti, programmi per le scuole, orari per la vita dei fanciulli raccolti negli istituti, tutto un lavoro minuzioso e completo per la realizzazione ed il mantenimento di opere che recano il segno della sua perfetta volontà di bene e della sua aspirazione ad una vita sociale migliore.
Attorno a lui, che fu vicario della diocesi dopo la morte di monsignor Corri, e per lunghissimi anni rettore del seminario vescovile, gravitano le figure di primo piano dei sacerdoti Pezza Rossa, Muti, Prati, Grandi, Avignone, appassionati paladini degli asili d'infanzia e, non a torto, sorvegliati dalla polizia austriaca per il loro atteggiamento liberale.
Del professor don Giuseppe Muti, patriota e filantropo, scrisse Luigi Torelli che, col Valenti Gonzaga, fu vero discepolo di Ferrante Aporia; di lui restano ancora lettere indirizzate a mons. Martini, nelle quali, riprendendo il filo di conversazioni precedenti, vengono analizzati minuziosamente aspetti particolari dell'educazione e della psicologia infantile.
Mons. Martini era indubbiamente al centro di una larga e forse anche approfondita attività di pensiero attorno al problema pedagogico.
Lo stesso Roberto Ardigò, allievo prediletto ed instancabile collaboratore, teneramente amato anche dopo la famosa e definitiva crisi, tratterà con lui di tale problema; ce n'è testimone un biglietto senza data, in cui è scritto:
Carissimo Monsignore, avrei delle idee da comunicarle relative all'istruzione. Se crede di sentirle prima di parlare a Monsignor Vescovo, verrò a questo fine oggi nelle ore pomeridiane.
Di casa a mezzogiorno..
Vaff.mo Ardigò
Tutto il seminario, d'altronde, subì il fascino di mons. Martini e fu nido di patriottismo e di liberalismo; in esso le idee più spinte e spesso meno ortodosse (compresa la cosiddetta eresia passagliana) trovarono ardenti cui-