Rassegna storica del Risorgimento

CATTANEO CARLO
anno <1955>   pagina <235>
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LE INFLUENZE DEL SETTECENTO SUL CATTANEO E IL PROBLEMA DELLA LIBERTÀ
Forse non è stata messa ancora a sufficienza nel giusto rilievo la grande influenza esercitata dal Settecento sul pensiero di Carlo Cattaneo. Influenza naturale, qualora si pensi, anche solo per un istante, alla educazione del Ro-magnosi, dal Cattaneo venerato e ricordato sempre con grande amore. Senza avere affatto la pretesa di esaurire questo tema, vogliamo solo offrire alcuni spunti che possono servire a chiarirlo.
Pur essendo molto più evidenti le tracce del Settecento nel pensiero eco­nomico-sociale del Cattaneo, esse si possono notare anche, più in generale, nella sua visione della vita, cioè in quella che si potrebbe dire la sua sistema­zione filosofica dei problemi umani. Quando, infatti, esclama, con profonda sincerità, che non esiste un progresso dell'umanità cosi spontaneo e vittorioso come sembra a tanti [ La suprema delle umane scienze certo sarebbe quella che aspirasse a dimostrare coi fatti di tutte le istorie esservi come un'arte del bene, cosi anche un'arte del male; e il progresso dell'umanità non essere così spontaneo e vittorioso, come parve a coloro che, per architettare uno ordinato sviluppo di cause ed effetti, tolsero all'uomo la responsabilità e la vigilanza delle sue sorti], *) non fa altro che riallacciarsi al Settecento, che aveva ap­punto nutrito sfiducia nel progresso continuo e vittorioso dell'umanità e che aveva visto, nella storia, non soltanto un incessante susseguirsi di bene ag­giunto a bene, ma aveva messo in rilievo anche le ombre che velano la radiosa prospettiva dell'umano incivilimento. Ed a tale proposito, si possono ricor­dare le amare parole del Leopardi nella Ginestra contro le umane sorti e pro­gressive: atto di sfiducia verso la nuova civiltà romantica la quale si annunciava come acuto senso della storia e del progresso che partiva, pure nel Leopardi, da una educazione settecentesca ed illuministica.
Ma si deve, però, anche osservare, a proposito del Cattaneo, come la sua partecipazione alla nuova età fosse così intensa da non consentirgli di rima­nere del tatto sulle posizioni settecentesche. Ed infatti, in altre pagine limpi­dissime egli dimostra di aver penetrato a fondo e perfettamente la nuova fisionomia morale del secolo, soprattutto per quanto riguarda il senso della socialità contrapposto al senso dell'individuo, caratteristica essenziale del Settecento. k Adunque lo sforzo capitale del pensiero umano nello scorso secolo XVIII era una generale censura delle instituzioni del tempo, nel senso d'ogni individuo, e all'intento di ristaurare il regno della logica naturale e della personale indipendenza. Nel secolo presente vi fu quasi un riflusso del pensiero umano in contrario verso. Si trovò che l'utile d'ogni individuo sca­turiva dal complesso dell'azienda sociale, nò poteva avverarsi mai nella soli­tudine e nel dissodamento... La consolante dottrina del progresso si svol­se dal seno dell'istoria... Allora si rallentò quell'inesorabile censura, spin-
1) Opere edite e inedita di Carlo Cattaneo, a cura di A, BBWPANI, Firenze, 1883, voi. HI, pp. 142-43.