Rassegna storica del Risorgimento
CATTANEO CARLO
anno
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1955
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pagina
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238
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238
Franco Catalano
all'uòmo di disporre dei suoi beni e che nessun intralcio e nessun ostacolo fosse frapposto al libero esercizio della sua proprietà: Le véritable secret d'Etat, aveva detto il conte di Mirabeau, consiste uniquement à rendre Ics honunes lieureux, et par conséquent à les laisser et maintenir paisibles pos-scsseurs de leurs travaux et de leur liberto. Nul houune n'a le droit d'assigner les circonstances où l'on peut pennettre de violer la propriété, cette base uni-quc de toute société, à moins d'un délit social qui rende le nialfaiteur iudigne d'étre citoyen.... *)
H Cattaneo riprende in pieno questo programma e lotta pure egli in favore della libertà, e della proprietà: dove l'uomo è veramente padrone di disporre di ciò che gli appartiene, mediante il possesso o l'affitto, come dice, allora si ottengono i risultati migliori ed il più sensibile progresso. E perchè egli continui nell'ottocento quella lotta che aveva già riempito tutta la seconda metà del settecento si può comprendere facilmente: la vecchia società feudale era stata sì colpita a morte in quel periodo e soprattutto, poi, durante la Rivoluzione francese, ma, dopo il 1815, con la Restaurazione aveva preso la rivincita e particolarmente nel nostro paese si dovevano ancora, nella prima metà del secolo scorso, combattere e vincere quelle forze del passato che si opponevano alla completa e definitiva vittoria della borghesia.
Ma, forse, si deve dire che più che ai fisiocratici il Cattaneo si richiami agli economisti italiani del 1700: infatti sono continue, in quasi tutte le sue opere, le Iodi per le riforme introdotte, soprattutto in Lombardia, da quel consesso di magistrati, ch'erano al tempo stesso una scuola di pensatori. Pompeo Neri, Rinaldo Carli, Cesare Beccaria, Pietro Verri non sono nomi egualmente noti all'Europa, ma tutti egualmente sacri nella memoria dei cittadini. La filosofia era stata legislatrice nei giureconsulti romani; ma fu quella la prima volta che sedeva amministratricc di finanze e d'annona e d'aziende comunali; e quell'unica volta degnamente corrispose a una nobile fiducia.3) E poi proseguiva enumerando tutte le riforme introdotte da quei filosofi, i quali, secondo il Cattaneo, stavano compiendo in Lombardia un progresso che in Francia si doveva raggiungere, poco dopo, solo attraverso al più sanguinoso sovvertimento: Dalla metà del secolo in poi si attivò un'immensa divisione e suddivisione dei beni; il numero dei possidenti e degli agiati crebbe nella proporzione stessa in cui crebbero i frutti. Si cominciò a sciogliere i fedecommessi che univano nelle famiglie la noncurante opulenza dei primogeniti con la povertà, l'umiliazione, la forzata carriera dei cadetti e delle figlie. Si abolirono le manomorte; si rimisero nella libera contrattazione i loro sterminati beni; si alienarono i pascoli comunali; si riordinarono le amministrazioni dei municipi; si rivocò l'educazione pubblica a mani docili e animate dallo spirito del secolo e del governo; si abolirono i vincoli del commercio, la schiavitù dei grani, quasi tutte le mete dei commestibili e i regolamenti che inceppavano le arti. 8'
Passo di notevole importanza: quelle riforme per cui avevano lottato i filosofi del Settecento, sono le stesse per cui lotta, nella prima metà dell'Ot
ti Cfr. G. WJBULERSSE, La physiocratie sous les minittèns de Turgot et de Neeker (1774-1781), Paria, 1950, pp. 114-15.
2) C CATTANEO, Opere, ecc., cit., voi. IV, p. 266.
3) Jbid. io., p. 270.