Rassegna storica del Risorgimento
CATTANEO CARLO
anno
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1955
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pagina
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239
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Le influenze del Settecento sul Cattaneo, ecc. 239
tocento, il Cattaneo. Di fronte alla nuova reazione delle classi privilegiate egli riprende con energia e fiducia <juel programma, in cui , anzitutto, il principio essenziale era dato dalla difesa della libera proprietà: ed infatti il Cattaneo esclama: Ma ogni più sottile e saggio avvedimento [in India] tornerà sempre inutile là dove manca all'agricoltura il primo suo fondamento, cioè il diritto di piena e libera proprietà, e dove una finanza impaziente assorbe il capitale mano mano che si va formando, e non ne attende con savia pazienza l'indiretto riflusso.J) Su questo problema della libera proprietà, di importanza essenziale per ben capire la lotta della borghesia contro i ceti privilegiati, aveva già insistito molto anche il maestro del Cattaneo, il Roma-gnosi: La legge sociale non è legge di lesione o di perdizione della proprietà del cittadino, ma legge di protezione e d'aiuto all'individuale impotenza; e quindi non permette il restringere, ma comanda di giovare ad ampliare ed assicurare la proprietà. 21
Quando questi autori parlavano della proprietà avevano presente quasi esclusivamente la proprietà agricola ed il loro interesse era orientato in netta prevalenza verso la terra, da essi ritenuta la principale ricchezza di una nazione, da cui dipendeva, in ultima analisi, la sua prosperità. Ed anche il Cattaneo era portato, come gli economisti settecenteschi e come il Romagnosi, a dare la più grande importanza all'agricoltura: Mancando così il fondamento della libera proprietà, del commercio, della giustizia, della sicurezza, le terre dovevano ritornare squallide e incolte, sfrenate le acque, raggruppate le popolazioni nei luoghi forti, lontane dai campi che dovevano coltivare, e sui quali non potevano viver sicure, e quindi costrette a sfruttarli piuttosto col pascolo che colla cultura . 3) Lo squallore delle terre ed il pascolo invece della coltura erano, pertanto, per il Cattaneo, il segno più grave di decadenza di tutta una nazione; ed egli avrebbe voluto che la proprietà venisse liberata dai gravami feudali ( E d'uopo della proprietà, dice parlando dei mezzi che potrebbero risollevare la Sardegna, semplice, senza prestazioni feudali, senza decime, senza vincoli che impediscano il ripartimento e la circolazione),4) ed avrebbe anche voluto che si limitasse sempre più il pascolo comune a vantaggio della proprietà individuale: È d'uopo respingere lungi dall'abitato il barbaro cerchio del pabarile, e dilatare le oasi dei terreni chiusi. s)
Come si vede, il Cattaneo veramente continua l'opera degli economisti del Settecento, in questi come in tutti gli altri problemi che riguardavano un serio rinnovamento moderno della vita economica e politica: pure egli richiedeva che la legge rimovesse i vetusti interessi, poiché il bene scaturiva, secondo lui, dai ben ordinati interessi, 6) cioè richiedeva che lo Stato si ingerisse il meno possibile nell'attività economica dei cittadini; pure egli avrebbe voluto una educazione più seria e meno astratta, basata sulle lingue vive, sul disegno, sulla chimica, la meccanica, l'idraulica, la nautica,
)) Ibid., voi. IH, p. 191.
2} Cfr. F. LmzATTO, G. D. Romagnosi t il diritto agrario, in Rivista di diritto agrario, n. 2, aprile-giugno 1935, a. XIV, p. 174.
3) C. CATTANEO, Opere, ecc., cu., voi. HI, pp. 235-36.
4) Ibid., a., p. 259.
5) Ibid., ih.
6) RAL, p. 364.