Rassegna storica del Risorgimento
CATTANEO CARLO
anno
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1955
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pagina
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241
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Le influenze del Settecento sul Cananeo, ecc. 241
frettare, nel loro paese, il passaggio dalla coltura per mezzadrìa alla coltura per affittanza, passaggio che implicava la degradazione di larghe schiere di contadini da piccoli possidenti o da mezzadri a salariati ed a giornalieri. Anche gli economisti italiani avevano, in sostanza avuto di mira tale sviluppo dell'agricoltura, ma, forse perchè il ceto dei nttabili non aveva, da noi, quella forza e quella compattezza che aveva, invece, in Francia, erano portati a difendere, nel tempo stesso, anche i miseri contadini, sostenendo la necessità di un loro elevamento per averli alleati nella lotta contro le vecchie classi feudali. I contadini, peraltro, avevano avvertito, se anche incosciamente che l'opera degli economisti si svolgeva, in definitiva, a loro danno e da ciò l'atteggiamento di opposizione e di contrasto che essi mantennero per tutto il Settecento e che accentuarono durante la Rivoluzione francese, quando apertamente lottarono contro la nuova borghesia che si apriva la strada fra le rovine del passato.
Ora, il Cattaneo riprende, come abbiamo detto, questa settecentesca commiserazione per i contadini sfruttati, ma trasferendola su un altro piano. Nella prima metà dell'Ottocento continuava la lotta della borghesia (di quel medio ceto che pure per il Cattaneo forma il nervo delle nazioni) contro le classi privilegiate, ma si svolgeva, ora, con ben altra energia e forza. Il suo sviluppo economico aveva raggiunto un grado molto più elevato che nella seconda metà del Settecento e, di conseguenza, la coscienza che essa aveva di se stessa era molto più sicura e profonda. Da tutto ciò derivava la possi? bilità di desiderare sinceramente l'elevamento delle classi inferiori, non tanto per averle alleate contro un comune avversario, quanto per far progredire le condizioni, materiali e spirituali nel tempo stesso, della vita. Notando, infatti, la differenza tra l'Irlanda e l'Olanda, il Belgio, la Lombardia, il Cattaneo diceva che l'abbondanza di queste ultime regioni era dovuta a un maggiore e costante lavoro, sussidiato da strumenti, da bestiami, da edificii, da strade, da canali, e soprattutto da una ragionata direzione dei lavori e dell'avvicendamenti: *) tutti beni, soggiungeva, che non possono avverarsi se manca la necessaria fonte del capitale, e la suprema condizione d'un più ragionevole patto fra il possidente e il colono. Perciò, miglioramento delle condizioni dei contadini per poter avere anche un miglioramento generale della vita.
Dalla mutata situazione dell'Ottocento nei confronti del Settecento, derivava pure la possibilità di scorgere la realtà sociale del quarto stato che, nel secolo precedente, era stato genericamente definito plebe o <apopulacey>. Scorgerla non per combatterla, ma per apprezzarne, anzi, la grande importanza nel mondo moderno, che il Cattaneo è veramente il rappresentante delle correnti più aperte e più progressive della borghesia del suo tempo. Così, poteva celebrare il 24 febbraio 1848 come il primo giorno d'un'èra nuova. Infatti, si era visto, allora, per la prima volta, in Francia, un operaio chiamato a sedere fra i governanti; il miglioramento del destino degli operai ero stato pósto fra i doveri della società e dello stato... E così quel quarto ordine, che nel 1789 restava confuso in un comune involucro col terzo stato, cominciò a divenire un principio determinante delle nuove istituzioni. Operai siamo
l) Ibid., ib., p. 3S7.