Rassegna storica del Risorgimento
1850-1852 ; PADOVA
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1955
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Sergio Cella
Da quell'epoca in poi il suo contegno fu pia riservato e apparentemente moderato. Si occupò con assiduità nella sua professione, ebbe molli clienti* acquistando buona riputazione tanto per capacità, sollecitudine nel disbrigo dei lavori affidatigli., ed onestà...l'
Costretto alla cautela dalla sorveglianza della Polizia e solitario per natura, egli conservava i legami solo con pochi amici fidati, frequentava il Gabinetto di lettura e la Società di cultura ed incoraggiamento.
H primo incontro tra il Canal e il Cavalletto ebbe luogo verso le due pomeridiane nel cimitero di Padova, alla presenza dei Vio, cui il Canal aveva spiegato lo scopo del colloquio. Canal parlò dell'esistenza del comitato veneziano, dei suoi componenti, dello scopo della società consistente nella diffusione delle idee mazziniane e nella preparazione alla sommossa, e propose al suo interlocutore di organizzare un comitato consimile a Padova. Cavalletto esitava: lo sconcertava probabilmente la stessa leggerezza del giovane che gli rivelava d'un tratto i fini e i nomi dei componenti del comitato di Venezia, e l'accenno alla preparazione di moti rivoluzionari. Canal insisteva e faceva intendere che un comitato padovano si doveva formare, intorno a lui o intorno a qualche altro; perchè la cosa non passasse imprudentemente per la bocca di troppi, Cavalletto infine accettò. Mise però delle condizioni: egli si sarebbe limitato ad una propaganda di idee e avrebbe mantenuto il massimo segreto sul comitato che faceva capo a lui; Canal avrebbe conosciuto lui solo e con lui avrebbe comunicato. Cosi si accordarono, e Cavalletto acquistò poi per sé 6 cartelle del Prestito mazziniano (da 25 franchi l'una).2)
Circa due mesi dopo, il Canal tornò a Padova e seppe che la società era stata costituita, senza conoscere però i nomi di alcuno dei suoi componenti. Ora noi sappiamo che il comitato di Padova cousisteva di cinque persone, del Cavalletto e dei suoi amici Ferdinando Coletti, Carlo Cerato, Antonio Barbò-Soncin e Alfonso Tura. Un ingegnere, due medici e due farmacisti, persone di buona famiglia, perchè il popolo si doveva lasciarlo stare, affermava il Cavalletto. 3)
Tuttavia il comitato padovano era un circolo ristretto, acquistò per mezzo del Vio e dello Zambelli altre 5 cartelle mazziniane nel mese di gennaio del '51; 4) il Cavalletto ebbe altri quattro o cinque colloqui col Canal, che volendo conoscere meglio come procedesse l'organizzazione ne riceveva solo risposte evasive. s) Le relazioni tra i comitati veneti erano assai rare e di scarsa importanza. Disse il Canal durante il processo, ed è da credergli: I Comitati delle Provincie venete, se facevano, facevano per sé, non dicevano niente di quello che facevano, così che dal canto nostro la formazione
ì) Archivio di Stato di Mantova - Risorgimento IV, 459.
2) Dep. Canal a Venezia dell'I I luglio 1852 (Ardi, di Stato di Mantova - Risorgimento I); lettera di Cavalletto agli amici da Josephstadt del 21 novembre 1854 (Museo Civico di Padova, carte. Coletti).
3J Dcp. Canal a Venezia dell'I! luglio 1852 (Ardi, di Stato di Mantova Risorgimento, I).
*) Ibidem e lettera del Cavalletto olla sorella da Torino dolio aprile 1863 (Museo Civico di Padova, mss.).
) J)ep. Cavalletto del 21 luglio 1852 (Arch. di Stato di Mantova - Risorgimento, II, 166).