Rassegna storica del Risorgimento

1850-1852 ; PADOVA
anno <1955>   pagina <244>
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Sergio Cella
Da quell'epoca in poi il suo contegno fu pia riservato e apparentemente moderato. Si occupò con assiduità nella sua professione, ebbe molli clienti* acquistando buona riputazione tanto per capacità, sollecitudine nel disbrigo dei lavori affidatigli., ed onestà...l'
Costretto alla cautela dalla sorveglianza della Polizia e solitario per natura, egli conservava i legami solo con pochi amici fidati, frequentava il Gabinetto di lettura e la Società di cultura ed incoraggiamento.
H primo incontro tra il Canal e il Cavalletto ebbe luogo verso le due pomeridiane nel cimitero di Padova, alla presenza dei Vio, cui il Canal aveva spiegato lo scopo del colloquio. Canal parlò dell'esistenza del comi­tato veneziano, dei suoi componenti, dello scopo della società consistente nella diffusione delle idee mazziniane e nella preparazione alla sommossa, e propose al suo interlocutore di organizzare un comitato consimile a Pa­dova. Cavalletto esitava: lo sconcertava probabilmente la stessa leggerezza del giovane che gli rivelava d'un tratto i fini e i nomi dei componenti del comitato di Venezia, e l'accenno alla preparazione di moti rivoluzionari. Canal insisteva e faceva intendere che un comitato padovano si doveva formare, intorno a lui o intorno a qualche altro; perchè la cosa non pas­sasse imprudentemente per la bocca di troppi, Cavalletto infine accettò. Mise però delle condizioni: egli si sarebbe limitato ad una propaganda di idee e avrebbe mantenuto il massimo segreto sul comitato che faceva capo a lui; Canal avrebbe conosciuto lui solo e con lui avrebbe comunicato. Cosi si accordarono, e Cavalletto acquistò poi per sé 6 cartelle del Prestito maz­ziniano (da 25 franchi l'una).2)
Circa due mesi dopo, il Canal tornò a Padova e seppe che la società era stata costituita, senza conoscere però i nomi di alcuno dei suoi compo­nenti. Ora noi sappiamo che il comitato di Padova cousisteva di cinque persone, del Cavalletto e dei suoi amici Ferdinando Coletti, Carlo Cerato, Antonio Barbò-Soncin e Alfonso Tura. Un ingegnere, due medici e due farmacisti, persone di buona famiglia, perchè il popolo si doveva lasciarlo stare, affermava il Cavalletto. 3)
Tuttavia il comitato padovano era un circolo ristretto, acquistò per mezzo del Vio e dello Zambelli altre 5 cartelle mazziniane nel mese di gen­naio del '51; 4) il Cavalletto ebbe altri quattro o cinque colloqui col Canal, che volendo conoscere meglio come procedesse l'organizzazione ne riceveva solo risposte evasive. s) Le relazioni tra i comitati veneti erano assai rare e di scarsa importanza. Disse il Canal durante il processo, ed è da credergli: I Comitati delle Provincie venete, se facevano, facevano per sé, non dice­vano niente di quello che facevano, così che dal canto nostro la formazione
ì) Archivio di Stato di Mantova - Risorgimento IV, 459.
2) Dep. Canal a Venezia dell'I I luglio 1852 (Ardi, di Stato di Mantova - Risorgi­mento I); lettera di Cavalletto agli amici da Josephstadt del 21 novembre 1854 (Museo Civico di Padova, carte. Coletti).
3J Dcp. Canal a Venezia dell'I! luglio 1852 (Ardi, di Stato di Mantova Risorgi­mento, I).
*) Ibidem e lettera del Cavalletto olla sorella da Torino dolio aprile 1863 (Museo Civico di Padova, mss.).
) J)ep. Cavalletto del 21 luglio 1852 (Arch. di Stato di Mantova - Risorgimento, II, 166).