Rassegna storica del Risorgimento

1850-1852 ; PADOVA
anno <1955>   pagina <245>
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Il Comitato segreto padovano del 1850-1852 245
di questi era come non avvenuta . *) Cavalletto ci conferma la sua rela­zione col solo comitato di Venezia; il Segala afferma il contatto tra Padova e Vicenza, tramite Io Zonati * il Zorzi,2) ma si trattava più che altro di conoscenze personali del Cavaliétto e non di concreti contatti di carattere politico.
L'attività fu minuta e poco appariscente, tanto che sfuggi del tutto alla Polizia austriaca. Prudentemente venivano diffuse le idee di libertà e d'indipendenza, e qualche stampa proibita: niente di più. Alcuni altri segni d'attività antiaustriaca ed alcune manifestazioni studentesche (aprile '51), che condussero tra il '50 e il '52 all'arresto del libraio Sacchetto, di Ales­sandro de Marchi, di tali De Graudis, prof. Narti e dott. Selenati, sembrano infatti senza legame veruno col comitato segreto di cui ci occupiamo. Gli affiliati del comitato erano tutti soci del Gabinetto di lettura, centro di effervescenza politica prima e dopo il '48. 3) Cavalletto sosteneva pure la Società di incoraggiamento per le iniziative agricole ed industriali e col­laborava anonimo per le questioni idrauliche in cui era particolarmente versato alla guida annuale II Raccoglitore che la Società stessa pub­blicava. L'ing. Giuseppe Pezzini, morendo nel luglio '51, senza essergli molto intimo e pel solo motivo del suo patriottismo, lasciò erede il Cavalletto della sua sostanza, consistente in 50.000 lire, somma a quei tempi rilevante; E questi, pur trovandosi in modeste condizioni economiche, impiegò la somma con vero senso patriottico, generosamente donandola alla Società di incoraggiamento, perchè venisse istituito un premio periodico di 6000 lire da assegnarsi a <t quel cittadino italiano che con l'opera a incremento delle scienze, industrie o arti meglio fosse riuscito a vantaggiare la prosperità nazionale e ad onorare contemporaneamente la patria .4)
Intanto i comitati stavano per unire tragicamente. L'ultimo abbocca­mento col Canal ebbe luogo nel febbraio del '52, quando già erano avve­nuti i primi arresti a Mantova e a Venezia. H veneziano insisteva più del solito per conoscere l'attività svolta a Padova: Cavalletto replicava invi­tandolo alla prudenza, poiché l'opinione pubblica non si mostrava favorevole a nuove lotte e bisognava attendere momenti migliori per fare qualcosa. s'
Dopo l'arresto del CasteHazzo a Mantova e quindi dello Scarsellini e del Canal a Venezia, ecco il 7 luglio l'arresto del Cavalletto a Padova. Era stato il Canal a farne il nome, forse credendolo già compromesso dalle pre­cedenti rivelazioni dei coimputati, dando prova comunque ancora una volta della sua leggerezza, facendo conoscere con abbondanza di particolari l'ori­gine e la struttura dell'organizzazione al Kraus.
Si deve invece alla prudenza ed alla segretezza del Cavalletto se gli arresti a Padova si limitarono a lui solo, che confessò gli addebiti cercando
1) Dep. Canal del 14 loglio 1852 (Arco, di Stato di Mantova - Risorgimento, I, 121).
2) friMXOj'-io SECALA, Verona e Mantova natta cospirazione contro l'Austria, Verona, Apollonia, 1892, p. 56.
3j GIUSEPPE Sowrao, La Società di cultura e dì incoraggiamento in Padova nel suo primo centenario, Padova, tip. Seminario 1930.
4) ìbidem; ANDREA GLORIA, Cronaca di Padova dal 1 dicembro 1849 al 2 giugno 1867, os. Museo Civico di Padova (foglio 21).
5) rjep. Cavalletto del 24 luglio 1852 (Areb. di Stato di Mantova - Risorgimento, XI,
166).