Rassegna storica del Risorgimento

FORL? ; CARBONERIA
anno <1918>   pagina <310>
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0. Fabrelti
POCO del Ronco di Forlì, Pietro Aleotti t e lo stesso Giovanni Reg­giani.8
Semplicissima era, secondo l'ignoto deponente, la modalità della recezione : l'iniziando, senza benda agli occhi, doveva, tenendo con la mano destra un pugnale puntato su di un teschio Petto dalla sinistra, pronunciare, a voce sommessa, lo formula del giuramento, che il gran maestro, gli suggeriva. 1 termini precisi di questo giuramento non ci sono giunti ; sappiamo, peraltro, che l'iniziando doveva promettere di tener fede, sotto pena di morte immediata, al segreto della società, e doveva giurare d'essere pronto ad uccidere, d'Ordine della società, chi, fra i cugini, quel segreto svelasse.
Con maggiori particolari, contrastanti in qualche punto con la versione dell'ignoto deponente Giovanni Reggiani soleva narrare a chi lo conobbe negli ultimi anni dì .sta* vita il pauroso rito della propria iniziazione alla società della jportesza3. Avendo gli occhi ben­dati, e tenendo con la mano destra un pugnale puntato sul CUÓÉÌÉS Reggiani fu introdotto in una stanza oscura; qui il gran maestro lo invitò a giurare, secondo una prescritta formula che gli andava sug­gerendo, fedeltà assoluta al segreto, assistenza ai cugini, anche a rischio della vita, ed obbligo di sopprimere, d'ordine della società, il cugino traditore : fosse anche tuo padre - gli dichiarava il gran mae­stro -, tu dovresti ucciderlo; detto il giuramento, tolta la benda dagli occhi ed illuminata la stanza, il Reggiani vide attorno a sé i cugini con alto il braccio e con la mano armata di pugnale contro di lui: quelle armi - così gli disse subito il gran maestro - significavano difesa da parte di tutti i cugini, ove egli rimanesse sempre fedele ai giuramento prestato, e vendetta, ove in qualsiasi modo lo violasse; né basta : al comando del gran maestro, che l'avvertiva essere lì, di­nanzi a lui, un traditore, e gli ricordava il dovere di freddarlo con
Imola, ed 11 Bissi la quello dei Cappuccini dì Borii: l'Alberghetti fu anche spo­gliato delle cattedre di filosofia, elle teneva noi Ginnasio e nel Seminario di Forlì -Galletti, Grm cit., II, 255]; nel *32 il EolUni, inaiente al Bissi e ad altri sacerdoti, fa éilato',Ì.eomparire dluanzLittl QJclbunalo àeU'Inqttiatìslòne, ohe-lb condanno, credo) a qualche anno di stretto ritiro In un convento di Roma.
Sottoposto dal Rìv. al precetto dipi-ima cinese.
a Figlio di Francesco; il Biv, lo colpi col piroetto di prinr ordine. Un altro Giov. Boggiani, forlivese o possidente, figura nella senti. 3ì6ft< tra i precottatt di
prima classe.
r'JHMàZZAnrniLiForfi néluatwifaM BiwowwtQ (Forlì, Bordandini, 1904) IT
{Mie e sultani), pp. 23 e sgg.