Rassegna storica del Risorgimento
DURANDO GIACOMO
anno
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1955
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pagina
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253
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Di Giacomo Durando e del suo saggio, eco. 253
Crispi, Adolfo Colombo, E. di Sambuy, il Masi, il Caiani, il De Gubernatis ecc., oltre il nipote Cesare. H suo saggio politico-militare, apparso nel 1846 prima a Parigi, poi nello stesso anno a Losanna, colà stampato dal Bonamici, non ha mancato di suscitare l'attenzione e l'interesse soprattutto dei Risorgimentisti e degli storici delle dottrine politiche. Se ne occupano l'Oruodeo, lo Spellaiizon, Vito Galati, il Mazzoni, il Mazzei, l'Orestano, il Brunello, il Cateflani, ecc. (cito un po' alla rinfusa). Ricorderò che fin dal 1900 dedicava a questo saggio un suo ampio studio, prendendo in considerazione soprattutto il piano di riordinamento politico progettato dal Durando, il prof. Domenico Zanichelli. Lo studio dello Zanichelli vide dapprima la luce negli Studi senesi, voi. XI, 4-5; XII, 1, e poi successivamente nel volume dello stesso autore: Studi di stòria costituzionale e politica del Risorgimento italiano (Bologna, 1900, p. 263-380).
Nel 1916, mentre infieriva la prima guerra mondiale, ne trattava il sottoscritto mi dispiace di dovere parlare di me sul giornale L'Ora di Palermo con un articolo, successivamente ripubblicato nel suo volumetto: Leggendo e meditando (mentre dura la guerra), Palermo, 1918. Alcuni anni fa il sottoscritto tornava ad occuparsene sn L'Osservatore Romano, e per ultimo in uno studio piuttosto ampio, apparso sulla rivista palermitana della Facoltà giuridica: // Circolo Giuridico, 1948, pp. 246-267, con il titolo: II libro di Giacomo Durando sulla nazionalità italiana. Lo studio vuol dimostrare che il Durando non è propriamente un teorico della nazionalità, da allineare al Mancini, al Mamiani, al Mazzini, al Renan, non è un nazionalitario nel senso in cui questo termine viene adoperato dal De Johannet, ma piuttosto un nazionalista nel senso moderno; ed inoltre prende in considerazione la teoria generale del Durando circa lo sviluppo e la costituzione degli aggregati umani, la sua teoria geostrategica.
Dirò ancora che al libro del Durando aveva accennato Vittorio Scialoj a nel Congresso della Società italiana per il progresso delle scienze (26 aprile 1917), in occasione della discussione suscitata dalla comunicazione dell'Ore-stano sulle Sintesi nazionali, discussione alla quale prendeva parte il Bonfante.
Ne è troppo esatto il dire che il volume del Durando sulla nazionalità non ebbe a suo tempo grande diffusione (Aspesi, op. cit.. p. 41), giacche invece si può affermare, che esso, appena pubblicato, ebbe larga risonanza nel nostro paese e fu oggetto di vivaci dibattiti. Il fatto che nello stesso anno, in cui vide la luce, s'intese il bisogno di una sua ristampa, quella appuuto che se ne fece in Isvizzera, sta a dimostrare che il libro, non ostante che i vari governi lo proibissero e quindi cercassero di impedirne l'ingresso nei diversi Stati d'Italia, circolò abbastanza e fu cercato e letto. Lo Hartmann nella sua opera: // Risorgimento. Le basi dell'Italia moderna 1815-1915, scrive che esso fu il libro più meditato di tutta la letteratura del periodo in cui vide la luce (Firenze, 2a ed., pp. 114-5).
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Premesso l'anzidetto, non è mia intenzione quella di tracciare un profilo della personalità del Durando, ma solo di mettere in evidenza alcuni punti fondamentali.
Come autore di scritti politici, egli non pubblicò solo il libro sulla nazionalità italiana, ma anche uno scritto dal titolo: De la réunion de la pan insule