Rassegna storica del Risorgimento

DURANDO GIACOMO
anno <1955>   pagina <255>
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Di Giacomo Durando e del suo saggio ecc. 255
ma irto di difficoltà. Mentre Gioberti proponeva il Papato come perno del futuro edificio nazionale, il Durando affermava il concetto che esso non do­vesse frammischiarsi al nostro Risorgimento. Il Papato era dal nostro Gene­rale considerato come l'elemento precipuo delle nostre passate divisioni, l'osta­colo al nostro Risorgimento futuro, e quindi esso non doveva avere alcuna parte in questo. Di fronte al Papato ed agli interessi di questo egli metteva in rilievo il lato terreno di questo potere, allineandolo a tutti gli altri Stati politici per cui non esitava a scrivere: il patrimonio di S. Pietro è nelle stesse condizioni di qualunque altro Stato politico, è permutabile, divi­sibile, alienabile, suscettibile di essere ceduto e surrogato equitativamente da altro ogni qualvolta che lo richieggono le convenienze e gli interessi gene­rali della nazione. In cima al suo pensiero stavano dunque le convenienze e gli interessi generali della nazione, di fronte ai quali Io Stato pontificio doveva mettersi da parte, non però venire eliminato, giacche nel riordinamento che il Durando propone come soluzione del problema italiano al Papato, come com­penso del territorio che ad esso doveva venire sottratto, viene attribuita una parte delle Isole secondo quattro modi diversi di assegnazione. Il potere tem­porale dei Papi nel progetto durandiano infatti viene conservato, solo che cambia di sede.
E, poiché siamo in tema di aspirazioni nazionali, è opportuno mettere in rilievo come nel libro del Durando a grandi linee sia tratteggiata la storia della nazionalità italiana.
La nazionalità innanzi tutto pel Durando è un processo storico, che ha quindi un momento in cui comincia a formarsi, un suo sviluppo, una sua fase conclusiva, e cioè quando essa sbocca sull'unione politica. L'epoca di Dante pel Durando è l'epoca della nostra nazionalità rinascente. La seconda epoca si inizia con l'Alfieri, seguito dal Foscolo e da altri. H concetto del Regno d'Ita­lia rappresenta un altro passo in avanti della nostra nazionalità. Naufragata la potenza napoleonica, non restò sommerso il concetto. Durante il dominio francese, impalliditi gl'idoli dell'antichità, la nazionalità e l'unificazione ita­liana progrediscono assai più. che nei secoli precedenti. H 1821 mostrò vivo il desiderio della patria italiana.
E qui il Durando rileva l'importanza della emigrazione, che egli deno­mina una patria errante. Il difetto di una concorde e potente opinione fu causa del mancato Risorgimento. Cominciarono i movimenti della Giovine Italia; ebbe inizio la democrazia guelfa: Tommaseo, Gioberti e poi Balbo. Così il Durando dà una rapida scorsa alla nostra storia, con acuto sguardo e mettendo in evidenza le passate debolezze nostre e quelle del momento. Ai suoi tempi giudicava il Durando esistessero già gli elementi, bastevoli per chiamare l'Italia ad un grado di nazionalità durevole e potente, e cioè all'u­nione politica. Pel Durando la nazionalità italiana era già un fatto esistente, una formazione risultato di parecchi secoli di storia, awiantesi verso l'unione politica come alla sua sospirata meta, animata anzi da un energico impulso verso la esistenza politica. Ma essa, secondo il Durando, trovava un ostacolo nella geografia, nella configurazione orografica del paese, nell'Appennino ; conformazione che d'altra parte non era per lui un ostacolo insormontabile, che poteva anzi essere superato e vinto, ma richiedeva un eerto tempo, so­prattutto per eliminare le conseguenze d'ordine morale, che dalla detta geo­grafica configurazione erano state determinate. Per cui il Durando pensava