Rassegna storica del Risorgimento

CATTOLICI ;"CIVILT? (LA) CATTOLICA"; GIORNALISMO
anno <1955>   pagina <258>
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LA RIVOLUZIONE ITALIANA E LA CIVILTÀ CATTOLICA
1850-1864: quindicennio decisivo della storia del nostro Risorgimento; quindicennio denso di pensiero e di azione, di uomini e di avvenimenti, deli­mitato da due date di grande significato. Il '50 è Tanno primo della Civiltà Cattolica, l'anno in cui viene ripresa e condotta a fondo quella che è stata senza dubbio la più grande battaglia del secolo; il '64, l'anno del Sillabo, il principale documento politico del Papa liberale. Nel '49 la grande illu­sione è tramontata per sempre: l'organo ufficiale dei Gesuiti diviene il ban­ditore della restaurazione, il portavoce del pensiero del Vaticano, l'anima­tore della santa lega dei patrocinatori della causa comune. Lotta senza quartiere, i cui mezzi e i cui fini sono indicati con estrema chiarezza; presa di posizione netta, definitiva, senza possibilità alcuna di equivoci o di com­promessi: la condanna dello spirito del secolo è totale.
II e Sillabo è già tutto nella Civiltà Cattolica fin dal '50: esso non è che la codificazione, non rappresenta che l'approvazione incondizionata, la suprema sanzione papale a quei principi e a quelle dottrine, che già in occasione della definizione del dogma dell'Immacolata, il periodico si era assunto l'inca­rico di agitare, e su cui per anni e anni aveva tenacemente insistito. L'esame, perciò, delle prime quindici annate della Civiltà Cattolica, che più ampia­mente e profondamente di ogni altro organo della stampa cattolica illumina e indaga le ragioni ideali e storiche, i momenti e le fasi eliminanti di quel­l'intimo dissidio spirituale, di quella crisi di coscienze che caratterizzano tutta la vita politica italiana dell'Ottocento, mentre ci rivela la posizione e l'atteggiamento della Chiesa di fronte a questo fondamentale periodo di storia italiana ed europea, ci offre al tempo stesso la possibilità di seguire in particolare l'evoluzione dei rapporti fra il Papato e l'Italia, fra lo Stato e la Chiesa, la genesi e lo sviluppo dei principi elencati nel Sillabo, di cui la rivista è impostazione e documentazione, fonte ed elaborazione, prepara­zione e commento. Il primo numero, che ne presenta sinteticamente il pro­gramma, rivela una coscienza chiarissima degli obbiettivi da raggiungere, dei mezzi da impiegare, della forza dei nemici da combattere. Nel giorna­lismo precedente o contemporaneo la nuova arrivata ha scoperto un posto strategico non occupato fino allora da nessuno, e tuttavia importantissimo al successo della grande battaglia in cui cozzano la verità e l'errore, la pro­bità e il delitto, la religione e l'empietà. E questo è precisamente il centro delle tante schiere ohe combattono e che dividendosi nello spazio e nel tempo sperdono in parte le loro forze che potrebbero unendosi raddoppiare (II, 5). Ma essa tiene a distinguersi da tutti gli altri alleati: suo particolare com­pito è d' intendere ad un'assidua, regolare e logicamente concatenata dif­fusione di dottrine sociali e cattoliche, e ciò non per questa o quella parte della Penisola, ma universalmente per tutte, con ben altra ampiezza di ma­terie e di diffusione ; di levare in alto un vessillo intorno a cui si raggrup­pino i tanti che pur vorrebbero salvare in Italia la società e la Chiesa . Noi non ci facciamo illusione sull'avvenire d'Italia: esso è trepido e non potrà