Rassegna storica del Risorgimento
FORL? ; CARBONERIA
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1918
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Noteretle di Carbonria forlivese
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uà colpo di pugnale, il Reggiani, di nuovo bendato, affondò vibratamente lo stile in un qualche ostacolo che gli era dinanzi, e che poi seppe essere una figura umana imbottita di paglia.
I
Vero o no il racconto del Reggiani, l'informazione dell'ignoto deponente mi sembra abbia, almeno sino ad ora, importanza notevolissima.
La Vendita forlivese dell' Amaranto, costituitasi sul principio del 1817, prosperò, vigorosa, negli anni successivi, specialmente fra il '20 e il *91 ; allora, i soci di e3Sa erano quasi cento ; mille, forse i simpatizzanti ; v'erano armi e munizioni ; e gli animi si aprivano alla radiosa visione d'imminenti rivoluzioni trionfanti. Ma nei luglio del 1821, il card. Sanse verino,1 che della carboneria forlivese era riuscito a conoscere ogni nome, ogni segreto, colpì con l'arresto o con l'esilio - senza riguardi a pietose od anche soltanto umane considerazioni - oltre cinquanta cittadini di Porli, ch'erano proprio le colonne dell' Amaranto. Ne derivò terrore alla città, e sbigottimento ai pochi carbonari che dalle severe misure ordinate dal card. Sanseverino erano stati risparmiati. Si aggiunga che i moti settari fallirono dovunque, nella penisola, facendo sfiorire entusiasmi e speranze; e che fra il seti, e l'ott. dello stesso 1821 un giudice speciale fu inviato, -a. fiorii, ad iniziarvi quel vasto processo, che il Rivarola chiuse nel 1825.3 La carboneria forlivese fra il luglio e l'ottobre del '21 si disorganizzò completamente.
fc M card. Stanislao Sansovorino, di principesca famiglia calabrese, nacque a Kapoli il 13 loglio 1764. Resse la prov. di Forlì pei* oltre sette anni, dallo scorcio del 1818 [giunse in residenza la sera del 25 nor.] al maggio del '26. Perseguitò sempre, tenacemente e eoa ogni mozzo 1 liberali. Fu, peraltro, amministratore sapiente : durante il suo governo, la prov. di Forlì raggiunse una floridezza economica considerevole. Conosceva in gratto superlativo la pubblica amministrazione ; divorai comuni, ohe per eccessivi debiti contratti con lo Stato o con altri comuni erano sul punto di fallire, furono da lui rimossi in buon sistemo, mediante sagge disposizioni ; corresse pia volte degli atti consigliar! che portavano aggravio ai cittadini; agli artisti di ogni classe non fece mai mancare il lavoro e quindi il pano (OACUBSZI, Cron. oli., II, 477 1,78*79). Si spense a Forlì, nel palazzo Ioga* itelo, 1' 11 maggio 182G> allo ore 13.
? Dopo gli arrosti o lo pcosociztoni del luglio 1821, Il dotfc Yincenzo Mazzoni di Iesi, giudico n Viterbo, ofil dò'Éfr Domenico Bazzt di Saseoforrato, governatore in Amelia, ebbero dal oard. Oonsalvl l'incarico di iniziare un regolare processo,
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