Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALISMO
anno
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1955
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pagina
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270
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Giuliano Gaeta
Su questo sfondo di lotta combattuta in non piccola parte con giornali, pamphlets e manifesti, ed in nome della libertà in genere ma anzitutto in nome della libertà di parola e di stampa, si maturano le premesse dei risorgimenti nazionali europei. Gli avvenimenti sopra accennati certo parlarono alle nazioni oppresse con la forza persuasiva dell'esempio. Il giornalismo inteso in quell'accezione ampia che non limita il fenomeno ai periodici ma lo estende a tutte le manifestazioni d'informazioni e d'opinione *) fece leva sul sentimento più o meno inconsapevole di nazionalità, lo chiarì alle coscienze, lo rese pronto ad agire. Il giornalismo fu certo pars magna tra i fattori determinanti dei risorgimenti nazionali, e precipuamente per quanto concerne il Risorgimento nazionale nostro.
Ma non mi sembra possibile scendere a considerare l'apporto che l'indagine storico-giornalistica possa dare agli studi Risorgimentali, se non ci si mette anzitutto d'accordo su ciò che s'intende per risorgimento nazionale.
Non è che io abbia velleità d'impancarmi in disciplina nella quale non pretendo vantar titoli. GÈ è che sento il bisogno di chiarire, sulla scorta d'illustri maestri, l'essenza di una disciplina, per stabilirne i rapporti con un'altra.
E, dato che l'altra disciplina, avendo per oggetto il fenomeno giornalistico, verte su di un fenomeno che è riflesso quanto alle dottrine che presenta (e, eerto, non solo per esse), fenomeno che è importantissimo fatto storico, ma in quanto rappresenta il punto d'incontro di teorie od idee (indifferente se religiose, politiche od economiche), di norma semplificate, non di rado deformate, con le aspirazioni coscienti o subcoscienti di una collettività, mi è giocoforza toccare altre discipline storiche, le quali parzialmente nella storia del Risorgimento rientrano, come, non diciamo a caso, la storia economica.
Recentemente Benedetto Croce, in mi articolo intitolato Storiografia comunìstica 2), ha osservato come, del pari che in altre nazioni, e per altri periodi storici, in Italia si è affacciato il proposito di rinnegare tutta l'esistente storia del Risorgimento nazionale e di scriverne un'altra, da cima a fondo nuova e scientifica, condotta con criterio economico e materialistico .
Tale criterio è certo per lo meno discutibile; ed il Croce, naturalmente, contro di esso prende posizione.
Senonchè talora si è andato anche oltre, e qualcuno ci ha presentato per problema risorgimentale un problema economico o sociale, solo per il fatto che tale problema si è presentato in Italia ed in quel dato periodo, ma senza averlo fatto sfociare su di un terreno risorgimentale.
Ora, a parer mio, i fatti che sono oggetto d'indagine di storie particolari storia delle dottrine politiche o storia del giornalismo, storia economica o sodale, storia coloniale magari sono fatti che, per interessanti che siano in sé e nel loro valore intrinseco, non possono rientrare nella storia del Risorgimento nostro per semplici ragioni di tempo storico e di
3) Vedasi il mio saggio Fenomeno giornalistico ù Storia del giornalismo, Trieste, Editrice l'Università, 1946.
2) Vedasi il Messaggero di Rormi del 27 febbraio 1952 ed nitri quotidiani di quél torno
di tempo.