Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALISMO
anno
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1955
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pagina
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272
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279.
Giuliano Gaeta
teschi) *< inizia più o meno confusamente nel Settecento il sno processo di maturazione. È in questo secolo che il Risorgimento italiano ha le sue origini, -' come, dopo d'avercelo detto altre volte, ci ha ripetuto anche recentemente Alberto Maria Ghisalberti :3) nel Settecento c'è veramente una differenziazione rispetto a quello ch'è stato il passato , e ci troviamo di fronte ad un'Italia concreta, un'Italia che insorge .
È la maturazione di una coscienza collettiva che s'inizia. Gli intellettuali stessi comprendono che questa coscienza collettiva è necessaria per raggiungere lo scopo e forse taluni spinti dalle parole del Voltaire si preoccupano di creare un'opinione pubblica. Scrivono sui giornali, e non solo su quelli letterari. Santo proposito: la Pimentel a Napoli pensa alla realizzazione di periodici in dialetto per meglio conquistare quest'opinione pubblica di cui la nazione ha bisogno. )
E quando i letterati, i politici, i filosofi si fanno giornalisti per poter essere apostoli dell'idea nazionale unitaria, il Risorgimento è in atto perchè trova un pubblico di lettori che, consapevolmente od inconsapevolmente, proprio a ciò aspirava.
Se si deve credere a ciò che il conte di Lorenzi scriveva 1*11 agosto 1746, 5) già allora la nation italienne, en general, desire, plùtot qu'elle ne craint la realizzazione del progetto, attribuito al re di Sardegna, de tàcher de devenir le maitre de toute Italie. E ciò perchè preferisce uno solo a tanti sovrani, e perchè il re di Sardegna lo considera un patriotta, per cui elle croit qu'en réussissant dans ce projet elle n'obéira plus qu'à ellememe .
Certo che sarebbe erroneo se, nell'indagine storicogiornalistica in rapporto al Risorgimento italiano, non volgessimo lo sguardo anche a prima del Settecento. Ma finora c'è stato dato di trovare poco o nulla.
1) Non va qui dimenticato che Giuseppe Mazzini pensava che con la rivoluzione del 1789 i francesi avevano terminato la loro missione, e che ormai incombeva agli italiani la gloria di essere di guida ai popoli per quanto concerneva l'idea di nazionalità.
2) Non s'intende con ciò sottovalutare quelle che sono le premesse più o meno lontane a tale orìgine. Gioacchino Volpe, per esempio, giustamente osserva in Principi di Risorgimento nel '700 italiano (Quaderni della Rivista storica Italiana, G. B. Paravia): Prima che l'unità diventasse principio o ideale di per sé stante, assoluto bene, e si identificasse con l'ideale dell'Italia, come avvenne con Mazzini, essa fu sempre vista in funzione di indipendenza, come mezzo di creare e difendere, viribus uniiis, l'indipendenza. Senza questa enorme pressione dal di fuori, non facilmente sarebbero stati vinti i mille particolarismi italiani, ancora fortissimi in pieno XIX secolo . Ed Ettore Rota non si perita di ricercare i primi germi dell'idea italiana ben lontano nei tempi: infatti il primo capitolo della sua opera Genesi storica dell'idea italiana (2 voli., Milano, Casa Ed. Vallanti, 1948) ha per titolo L'idea italiana nella prima romanità 9.
3) Nella relazione sa H problema delle orìgini del Risorgimento, tonata al convegno di coi alla nota 3, p. 271.
*) Il 5 marzo 1799, Eleonora Fonseca de Pimentel diceva sa II Monitore Repubblicano di Napoli di aver proposto invano a vari cittadini una garetta in lingua vernacola , e che perciò la proponeva al governo. E questo giacche per ora altra lingua il minato popolo non intende . Questa gazzetta sì sarebbe dovuta leggere nei giorni festivi hi tutte le chiese di Città e di Compagna , e le municipalità avrebbero dovuto tenere degli uomini pagati apposta per leggerla ne' grappi del popolo . La Pimentel concludeva la sua proposta osservando che l'istruzione teorica fa qnalche filosofo, la sola istruzione pratica fa le nazioni .
s) II di Lorenzi era inviato di Versailles a Firenze. La lettera citata è indirizzata al marchese d'Argenson, segretario di stato per gli affari esteri. Riproduco da Ettore Rota, // problema italiano dal 1700 al 1815, Milano, I. S. P. I-, 1938, parte I, cap. 3.