Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALISMO
anno <1955>   pagina <276>
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Giuliano Gaeta
voglia essere utile alla storia del Risorgimento. E nel giornalismo francese dovremo guardare per lo meno da quella valorizzazione della letteratura ita­liana fatta dalla Revue des DeuxMondes e che è stata esaminata da Giacomo Porcelli nel suo libro La letteratura italiana nella crìtica francese durante la monarchia del luglio, *) per giungere alla brochure del gennaio 1859, Napo-Uon III et VItalie, a tutti gli atteggiamenti del giornalismo prima e durante la campagna d'Italia,2) perchè per essa l'imperatore aveva bisogno d'es­sere sostenuto da un'opinione pubblica, o, per lo meno, da un giornalismo che facesse supporre tale opinione pubblica come esistente. Ed anche dopo il '59 tale esame sarà utile, e ci spiegherà non poche cose per il periodo che prelude alla presa di Roma ed anche per il periodo dell'irredentismo. Non poco importante sarà poi l'esame del giornalismo germanico, nel cui tentativo Sandro Bortolotti s'è cimentato utilmente, per quanto in un lavoro molto succinto. 3)
Ed. anche qui si potrebbe continuare. *) Tenendo sempre presente che anche nell'operato dei diplomatici, nell'epoca moderna, non va ricercato soltanto l'interesse del governo o dello stato che il diplomatico rappresenta od il suo pensiero personale: il diplomatico ha bisogno di sentirsi sorretto
1) Firenze, YaUecchi Editore, 1926. Questa e le seguenti citazioni, come facilmente s'intenderà, hanno puro valore esemplificativo.
2) Si noti che dopo il discorso di Napoleone, del 7 febbraio, al Corpo legislativo, ed una nota del Moniteur, giornale ufficiale del governo, si ebbe, provocata specie da quest'ultima, tutta una serie d'articoli non solo sulla stampa francese, ma su quella europea, circa hi que­stione italiana e l'opportunità di un intervento francese. Un libretto di MADAMA B. DE B. D'AVICNON, intitolato L'Autrìche au ban de l'Europe, Marlyre de l'Italie, Mìssion de la Frante, pubblicato in aprile a Bigione (libretto questo favorevole all'intervento francese, anche armato, nella questione italiana), fu oggetto di commenti favorevob* da parte di più giornali.
3) Si tratta di una comunicazione fatta al XXV congresso di storia del Risorgimento italiano (Roma. 1937) dal titolo La stampa germanica nei riguardi del moviménto nazionale italiano negli anni 1841-1847, pubblicata in Rassegna storica del Risorgimento, Roma, 1938, fase aprile.
4) In ciò rileviamo che non è senza importanza il giornalismo di paesi molto lontani. Citiamo un'altea volta esemplificando. Arthur J. May nel suo saggio L'Amérique et les réoo-lutions du milieu du siede dernier nel II volume di Le printemps des peuples (ouvrage collectif dirige par Francois Fejfco) 2 voli., Parigi, Les Editions de Minujt, 1948, cap. Ili ricorda che, se da un lato, dopo la creazione della Repubblica Romana, s'invitava il pontefice ad emigrare in America, pur conservando la dignità papale, d'altro Iato il Boston Daily Enening Transcript del 12 gennaio 1849 diceva: Che venga, noi Io convertiremo in un buon democratico . Il giornale di Boston, in ultima analisi, con queste parole dimostrava la sua simpatia per i repubblicani italiani, simpatia ch'era notevolmente diffusa.
Naturalmente, nei circoli cattolici s'era d'avviso diverso, ed il vescovo Hughes in un suo sermone attaccò violentemente gli insorti italiani. Un appello del vescovo Hughes , soggiunge il May, per trovare dei fondi destinati a sovvenire ai bisogni del papa in esilio, diede luogo ad una vivace controversia nella New York Tribune, sotto la direzione d'Orazio Greenloy, il quale non si stancò di ripetere che questi fondi sarebbero andati a riempire la cassa di guerra del papa per permettergli di combattere la Repubblica romana .
L'alato pecuniario degli americani Pio IX l'ebbe, e, restaurato nei suoi domini, espresse la sua gratitudine per tale aiuto oltre ohe per la simpatia dimostratagli dagli Stati Uniti. Ma che l'entità di tale aiuto ahi dipesa dalle sorti di una campagna giornalistica, è evidente. Donde risulta pure evidente che per una sua parte, afa pur tutt'altro che preponderante, il giornalismo americano é entrato durante il biennio dello rivoluzioni quarantottesche, nel Risorgimento italiano.