Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALISMO
anno
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1955
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pagina
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277
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Giornalismo e Risorgimento italiano 277
dall'opinione pubblica del suo paese, e tale opinione pubblica, a ragione od a torto, la ricerca nei giornali. *)
Ed infine anche un esame comparato del manifestarsi dall'idea di nazionalità nel giornalismo dei vari popoli (idea giornalistica, che talora segue le orme di un grande pensatore, tal4altra no, ma che, in ogni modo, differisce da paese a paese), potrebbe esserci di qualche utilità, e potrebbe anche aiutarci a spiegare comprensioni ed incomprensioni che l'Italia ha incontrato in vari momenti del suo Risorgimento.
E si può ben dire che al giornalismo risorgimentale italiano è estranea l'idea di razza, estranea l'idea d'una superiorità della nazione italiana che non sia quella storica, quella culturale e l'aspirazione di farsi guida degli altri risorgimenti nazionali,2) le cui aspirazioni, le cui mete sono oggetto di viva attenzione. Speciali cure riservate al risorgimento jugoslavo prima ancora ch'esso sia in atto, sicché per non poca parte lo si determina, Il giornalismo risorgimentale italiano si fa iniziatore della conoscenza del problema slavo nel mondo. 3) E insomma, quello italiano, imo spirito nazionale che ha le sue radici nel cosmopolitismo settecentesco, e considera la nazione quale premessa di un'umanità pacificata o, per lo meno, di un'Europa unita. *)
1) Questo è detto a prescindete da quanto eventualmente l'opera giornalistica coadiuva alla formazione del pensiero personale del diplomatico in oggetto.
2) Quest'incontro e questa coesione fra idea nazionale ed idea universalistica in Italia rìsale a tradizione antica. Il Rota (Genesi Storica cit., voi. I, cap. V, Il dominio gotico e la cospirazione contro lo straniero, I primi martiri dell'idea italiana), ha un paragrafo intitolato L'idea italiana e i richiami ad un'azione universale di civiltà . Egli centra la sua attenzione su Gregorio Magno, che definisce un'espressione poderosa dell'idea e dell'anima italiana non solo nel loro intimo contenuto di bontà umana, ma nella loro vocazione verso l'universale . E con lui, secondo il Rota, che l'idea italiana si afferma come -idea di libertà nell'osservanza della legge, con Ini che sì matura, intorno alla chiesa di Roma, l'avvicinamento di due popoli che avevano indole e abitudini di vita tanto diversi fra loro , e si preparano agli Italiani e ai Longobardi anni dì più. serena consistenza . Ciò mentre la opera delle missioni, la conversione degli angli è definita cosi: Universalismo di pura spiritualità che vuol portare sopra culmini ancor più alti di civiltà, l'universalismo imperiale latino . L'amore di Gregorio Magno per l'Italia il Rota lo mette in rilievo ricordando le sue parole pronunciate dinanzi alla minaccia di una nuova invasione barbarica: Mi inquieta, la notizia che gli Slavi, traversando l'Istria, cominciano già ad irrompere in Italia .
3) Si può vedere ha proposito la collezione del giornale letterario italiano che esce nella città italiana più orientale, Trieste, dal 1836 al 1846, vale a dire La Favilla. Essa dedica non poco del suo spazio a valorizzare le espressioni artistiche, letterarie e folcloristiche degli slavi del sud.
*) Non siamo mundi d'accordo con quanto altri sostiene, come FRANCOIS FEJTO nella sua Inlroduction all'opera Le priniemps des peuplet citata. Qui (cap. VII) il Fejto dice: Co qui distingue le nationalisme allemand on italica du nationalisme anglais, si sur de lui-mcmc, ou du nationalisme frangala, si généreux, co soni les éniauations de l'arnour-proprc blcssé, le desir de compenBcr le sentimelit nationale . Non. c'è un amor proprio ferito clic provochi in Italia, per tutto l'ottocento, qualche cosa di simile al pangermanesimo, ed anche il nazionalismo (inteso come contrapposto al nazionnlitarismo) del novecento, elio ebbe breve trionfo non ai può diro che mai sia stato profondainente sentito, non è facilmente confrontabile col pangermanesimo, col nazionalismo, coH'imperiulismo germanico. C'è invece, nell'idea di nazionalità italiana, quel substrato universalistico cui abbiamo accennato, per cui ben si può definire generosa.
Non sosterremo tuttavia per nessun paese una piana coerenza per quanto concerne il concetto di nazionalità. Anche situazioni politiche contingenti, naturalmente, contribuiscono a modificarla. Cosi va rilevato che in Francia, durante il secondo impero, si formarono lue gruppi. Le Siècle et l'Opinion nationale, par exomple , dico Eugènu Tavernier (vedasi Du