Rassegna storica del Risorgimento
HORTIS ARRIGO ; HORTIS ATTILIO ; LIBERALI ; TRIESTE
anno
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1955
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pagina
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281
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ARRIGO E ATTILIO HORTIS H E IL LIBERALISMO TRIESTINO
La vita nazionale di Trieste fa retta e guidata nella seconda metà dell'Ottocento, tra il 1850 e il 1878, con i principi del liberalismo da un nomo politico che non si presentò quasi mai alla tribuna, non tenne discorsi né lasciò scritti; si potrebbe quasi dubitare di un arbitrario fantasma, se non ce ne rimanessero le opere e non se ne potessero riconoscere o intrawedere le iniziative e le loro conseguenze. E il padre di Attilio Hortis; il figlio il cui nome era largamente conosciuto in tutta Italia ed anche all'estero, fu a sua volta l'uomo più riservato e discreto che si possa immaginare, restio dal parlare e scrivere di sé. non tenne diari né stese memorie e conservò intorno al padre immaturamente scomparso dalla vita di propria volontà, un colto di reverente e quasi doloroso silenzio.
Arrigo Hortis ebbe alto ingegno e forte volontà che si spezza (e eoa fu purtroppo) ma non si piega; nacque in Trieste il 19 giugno 1823 da famiglia trentina di Rovereto. Di là erano venuti a Trieste, intorno al principio del secolo, il nonno Tommaso e il padre Francesco in cerca di una più larga attività commerciale. Il padre, riconosciuta la sveglia e pronta intelligenza del figlio, si sottopose al sacrificio di mantenerlo fuori di casa perchè potesse compiere gli studi medi, per i quali non esisteva in Trieste alcuna scuola; anche nella scuola elementare gli toccò di fare gli esami in tedesco. Difatti l'Austria, ligia ai principi dell'imperatore Giuseppe II che giudicava debito il provvedere solo alle scuole che preparassero gli impiegati dello stato, e perciò tedesche, come tedesca doveva essere l'amministrazione politica; o servissero all'economia della monarchia, mantenne, sin che esistette, in Trieste una sola scuola con lingua d'insegnamento italiana, scuola preparatoria alle professioni del commercio e della navigazione, la cosidetta Accademia di Commercio e di nautica che istituì dopo la restaurazione nel 1817, e soppresse il Liceo di lingua italiana che il governo francese, nel suo breve dominio, aveva concesso alla città. Eppure nemmeno questa mancanza, contro la quale fa ripetutamente reclamato dalla popolazione sino a che vi riparò il Consiglio Comunale, uscito finalmente nel 1861 da libere elezioni, potè cancellare o attenuare né la lingua uè la civiltà italiana di Trieste. La istruzione nella lingua materna era curata da numerosi e valorosi insegnanti privati, che furono veramente benemeriti della cultura cittadina e dell'educazione letteraria, artistica, civile. Ma chi voleva acquistarsi un titolo per carriere superiori, doveva passare per le scuole governative. Perciò il giovane Arrigo si recò a Gorizia, dove il Governo manteneva, per tutta la provincia, un corso ginnasiale (o classi di grammatica e di umanità, come si dicevano), con lingua d'insegnamento tedesca, e poi addirittura a Klagenfurt per compiervi, in tedesco, il corso liceale (o classi di filosofia). Indi, nel 1840 per prepararsi alla carriera avvocatile, fu costretto di iscriversi nell'Università tedesca di Vienna, dalla quale gli riuscì di passare l'anno seguente in quella di Pavia e poi per due anni fu studente in Padova, dove conseguì la laurea in giurisprudenza il 14 agosto 1845. Già nel successivo novembre si impiegò nella i. r. Procura camerale (che