Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRAZIA ; CRISTIANESIMO
anno <1955>   pagina <289>
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CRISTIANESIMO E DEMOCRAZIA IN ITALIA i ,AL TRAMONTO DEL SETTECENTO
(APPUNTI PER UNA RICERCA)
L'esposizione che segue non ha la pretesa di offrire i risultati di una ri­cerca su quei gruppi di cattolici, che favorirono nel triennio 1796-1799 l'cspe-ximento repubblicano in Italia (alla quale attendiamo da qualche tèmpo e che speriamo di poter presto condurre a termine), ma vuole, piuttosto, indicarne le direttive, i problemi che ha suscitato e le difficoltà incontrate, le ipotesi che ha suggerito e il cammino che resta da compiere.
A questi gruppi, che, di fronte all'ostilità della stragrande maggioranza delle masse, della gerarchia e del clero, si adoperarono a trovare l'accordo tra la religione e le nuove idee democratiche, abbiamo dato l'appellativo comune di cattolici democratici, pur non dissimulandoci che è quanto mai impre­ciso e può prestarsi a equivoci, o ad arbitrarie estensioni, non solo per la co­modità di un'espressione che li comprenda tutti (e vedremo quante distin­zioni presentano), ma anche perchè esso fu usato da alcuni almeno di coloro che ne fecero parte.2)
Le ricerche degli storici si sono per molto tempo rivolte a studiare prin­cipalmente l'atteggiamento dei nostri giansenisti nell'ultimo Settecento, se­guendo la via aperta dal Rota con il suo studio sul giansenismo in Lom­bardia, e, se è vero che oggi nessuno più sostiene la tesi estrema della profonda affinità di quel moto con l'idea democratica, fino a farne un precursore del liberalismo, 2) pure il contributo dato dai giansenisti alle repubbliche giaco­bine è sempre al centro dell'attenzione.
Basta, invece, esaminare più da vicino le correnti religiose, che si fecero propugnatrici dell'alleanza cattolicodemocratica, per convincersi che, se i giansenisti ne costituirono il nucleo più appariscente e, in qualche caso, come a Genova, quello che esercitò la maggiore influenza, larga parte vi presero anche cattolici non giansenisti e più avanti cercheremo, anzi, di dimostrare come proprio questi ultimi risultino meno impacciati e più coerenti nell'ab­bracci are gli ideali democratici.
I cattolici democratici giustificano la loro adesione attraverso un'abbon­dantissima letteratura, la quale, se è estrinsecamente conosciuta e citata, non è stata finora oggetto di più attento esame. Gli argomenti sui quali si fonda possono riassumersi cosi: a differenza delle monarchie, ove è sufficiente
i) Cosi Riccardo Bnrtoli chiama cattolico democratico il suo catechismo sui diritti dell'uomo (Reggio, 1797) e Giuseppe Mangiatordi si presenta come un cattolico democra­tico nel titolo del suo opuscolo dedicato alBonaparte (Roma, 1798). Gli Annali politico-eccle­siastici dei giansenisti genovesi usano anche l'espressione cristiano democratico.
2) Si veda l'esposizione critica della tesi del Rota in A. C. J EMOI.O, Il giansenismo in Ita­lia prima della rivoluziono, Bari, 1928, p. xvm-xxnx. Di recente sembro riprenderla P. ANATRI nell'impostazione generale del tuo Profilo storico del cattolicesimo liberale in Italia, voi. I, Pa­lermo, 1950 e nell'articolo: Appunti pur una storia del movimento cattolico in Italia, in Società, a, V (1949), n. 2, p. 246, ma una pio matura riflessione lo indusse ad abbandonarla. Del resto. Io stesso Bota sembra avervi rinunciato, o, per lo mono, non hi difende più con molto vigore (L'antigiaitsenismo nei Risorgimento, in iVwova rivista storica, a. XXXV (1951), fase, V-VI, pp. 477-483),