Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRAZIA ; CRISTIANESIMO
anno
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1955
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pagina
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291
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Cristianesimo e democrazia in Italia al tramonto, ecc. 291
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A questa sublimazione religiosa dei principi politici democratici è conseguente la presentazione della figura del Cristo come il modello ideale di ogni buon democratico,poiché egli venne al mondo nell'umiltà e nella povertà, visse come un artigiano e anche negli anni della sua vita pubblica preferì essere più vicino agli umili.1) La religione può, quindi, considerare la repubblica democratica come un mezzo idoneo a promuovere nel popolo la perfezione evangelica.2)
Il più. celebre esempio di questa letteratura è l'omelia del vescovo d'Imola, il cardinale Gregorio Barnaba Chiaramonti, che, se non sposa gli ardimenti dei più accesi tra i cattolici democratici ed è molto cauta e prudente, rappresenta, però, la più elevata interpretazione delle consuete loro argomentazioni3) La lettura di questa omelia, che il futuro Pio VII durante la reazione giustificherà come una concessione alla forza degli eventi, che chiedevano prudenza e circospezione per non esporre eccessivamente la verità e la religione,4) ci affaccia il problema della spontaneità degli scritti di ispirazione cattolico-democratica: quanto di essi è frutto delle circostanze e quanto, invece, risponde ad una convinzione profonda che si traduca in un'azione politica corrente ? Per rispondere a queste domande, per arrivare a separare, quello che è spurio e artificioso da quello che è genuino si dovranno chiarire le circostanze che diedero origine a questi scritti e far luce sulle vicende dei loro autori Indicativa, a questo riguardo, è la storia delle strepitose conversioni, come quelle del Mallio e del Cuccagni, s) di campioni della polemica antigiacobina che passano con troppa disinvoltura nel campo avversario, come anche la genesi di alcuni scritti, che maggiormente impressionarono i contemporanei, a cominciare proprio da quella omelia del cardinale Chiaramonti, alla quale abbiamo accennato, e che si vuole dovuta alle gravi pressioni del Bonaparte e del Monti.6) Di una pastorale, quella del vescovo di Brescia Giovanni Nani, insieme con il testo ci è pervenuto il perentorio invito del Governo provvisorio bresciano, che l'aveva predisposta, a sottoscriverla entro ventiquattro
1) La classe più. indigente è l'oggetto costante delle sue tenerezze, le persone più infime e più rozze diventano i suoi commensali, i compagni dei suoi viaggi, i testimoni delle sue beneficenze. 1 titoli fastosi fomentatori d'orgogliosa vanità, o simboli d'insultante dispotismo mai furono usati da Ini. All'opposto i dolci nomi di amico, e di fratello, che annunziano la più cara uguaglianza, sono quelli con cui onorn i suoi discepoli... Chiama alla dignità dell'apostolato non i grandi, non i potenti, non i ricchi, ma bensì pochi ignobili, e plebei pescatori... Possono idearsi sentimenti più democratici di questi ? F. CRISTANI, op. eli., pp. 1213; ved. anche [P. P. BACCIW], Opuscolo sulla vera democrazia, Genova, 1798, p. 46-47.
2) Pastorali del vescovo di Noli, in Annali, op. cit., TI. XXI, 25 novembre 1797, p. 163. Il vescovo di Acqui, Giacinto Della Torre, loda la sublime costituzione francese, nella quale malgrado alcune imperfezioni emendabili vede uno strumento per aiuto re le anime dei fedeli a conseguire la perfezione evangelica . Annali, op. cit., n. XII, 23 marzo 1799, p. 45.
3) L'omelia ebbe grande diffusione e molte ristampe e ancora nel 1859 era ripubblicata in Firenze per i tipi del Le Mounier, Abbiamo sotto gli occhi questa edizione: Omelia del citta1' dina cardinal Chiaramonti ora Sommo Pontefice Pio VII diretta al popolo della sua diocesi nella Repubblica Cisalpina net giorno del Santissimo Natale Vanno 1797. Imola, stamperia della Nazione, anno VI. Ristampata in Como da CarVÀnianio Ostinelli Vanno Vili.
4) B. GAIJLI, Il cardinal Gregorio Barnaba Chiaramonti vescovo di Imola, in Atti del XXIII Congresso di storia del Risorgimento, Roma, 1940, p. 168.
flj Sul Cuccagni, <t democratico e non, si veda N. FERRINI, Vabate. Luigi Cuccagni da Città di Castello polemista cattolico del secolo XVIII, in Bollettino della R. Deputazione distorta patria per V Umbria, voi. XL (1943), p. 5-139.
} Questa ipotesi e sostenuta anche dal Golii (op. cit., p. 167) sulla base di una documentazione a lui conosciuta, zua che non cita.