Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRAZIA ; CRISTIANESIMO
anno <1955>   pagina <292>
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Vittorio E. Giumella
ore pena l'espulsione dalla diocesi. '> Il vescovo di Fosso inbrone, invece, invia la sua pastorale, perchè sia pubblicata, se la crederà opportuna e gio­vevole , al prefetto della municipalità, che ne aveva fissato in una sua circo* lare i principali concetti,2) Casi del genere non sono davvero eccezionali in cpiesto periodo,3) e gli esempi si potrebbero facilmente moltiplicare per di­mostrare che le pastorali democratiche sono una fonte assai incerta per la nostra ricerca, anche se ve ne sono alcune di particolare interesse e di indubbia sincerità, come quelle già citate dei vescovi di Acqui e di Noli.
Occorre anche distinguere gli scritti, che intendono dare un sostanziale contributo alla tesi dell'accordo tra il Cristianesimo e la democrazia, da quelli che mirano solo a fare opera di propaganda, utilizzando gli argomenti dei cat­tolici democratici per vincere l'ostilità popolare alle nuove idee, non curandosi tanto della bontà di essi, quanto della loro efficacia persuasiva contingente.4) Se si esamina, poi, più da vicino qualcuna delle opere, che sembrerebbero appartenere alla corrente cattolico-democratica, sotto la scorza della dottrina comune, che è quella che abbiamo cercato di delineare, si scoprono tali e tante distinzioni e riserve, e tante precisazioni (sana libertà, vera democrazia), che tradiscono una non sincera accettazione di questa dottrina. Spesso l'argomento che la virtù, e di conseguenza la religione, deve essere il fonda­mento della repubblica è spinto al punto che la conclusione più coerente non può essere che lo stato confessionale.5) In altri è abbastanza chiaro il sottin­teso che, se in astratto la democrazia è la migliore forma di governo, quella che Dio stesso aveva stabilito per l'umanità, la caduta dei progenitori l'ha resa inattuàbile. 6) Altri, infine, sostengono che il Cristianesimo si accorda con tutte le forme di governo, che, perciò, si deve accettare la democrazia non in virtù di una scelta suprema, ma per il precetto generale di obbedienza ai go­vernanti, qualunque essi siano, e mettono tanta cura nel precisare quest'ultimo punto, che a mala pena riescono a celare la nostalgia dell'antico regime.
1 ) Vi si leggono afférmazioni come questa: Non v'è Religione che pia della cristiana si conformi ad un governo democratico, ossia popolare, il di cui principio è la virtù ossia l'amore de1 nostri simili. Raccolta da' decreti del Governo provvisorio bresciano e di altre carte pubblicate a quell'epoca colta stampe, Brescia, 1804, voi. II, p. 2122.
2) Voi ministri del culto, voi dite al popolo che la società cavile non pt.ò e non dev'es­sere divisa dalla società religiosa... che la democrazia è tutta fondata sul Vangelo, che la Re­ligione cattolica sta molto bene col governo repubblicano... . A. VEBNABKCCI. Fossombrone dai tempi antichissimi ai nostri, Fossonibrone, 1917, voi. Ili, pp. 84 e 110.
3) Anche se non sempre ci soccorre una documentazione cosi ricca, come nei casi che ab­biamo citato, o come quella altrettanto istruttiva lasciataci da Dumoso Guadagni, parroco di Acquasporta, autore di alcuni discorsi in lode della democrazia, che nella ritrattazione cita a suo discarico le lettere del tribuno Tornano Corona che glieli prescrivevano se non voleva essere allontanato. Il Corona, anzi, non ritenendo il testo, che alla fine gli era pervenuto, troppo ri­spondente allo scopo, non si peritò di pubblicarli introducendovi sostanziali mutamenti ad insaputa dell'autore Questo curioso carteggio e riprodotto in D. GUADAGNI, Il priore di Acqua-sporta al suo amatissimo popolo, B. n. t., pp. 1012.
4) Questo atteggiamento che è abbastanza diffuso si può cogliere in operette come quella del Cesarotti, che abbiamo sopra citato.
s) P. P. GIUSTI (pscud. di G. GAproourol, Ragionamento cattolico politico sul mozzo di con­servare la Democrazia, Roma, 1798.
Anche qui ci limitiamo a citare alcune opere che ci sembrano meglio riflettere queste concezioni.
<) S. BONIFACIO, Vuomo cittadino democratico, Padova, 1797.