Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRAZIA ; CRISTIANESIMO
anno <1955>   pagina <293>
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Cristianesimo e democrazia in Italia al tramonto, ecc. 293
Il pensiero più autentico dei cattolici demooratici matura da una soffe­renza profonda, quella del cristiano, che assiste al crollo (che avverte defini­tivo) di una civiltà, al tramonto dell'antico regime, talmente compenetrato in tante strutture della Cristianità, da far sembrare Puna e l'altro strettamente dipendenti; dal travaglio del cristiano, che si sforza di discernere ciò che è essenziale alla sua Fede, da quanto è elemento umano, e perciò contingente e caduco, che è deciso a difendere strenuamente l'essenziale, ma anche vuole accogliere con animo aperto e benevolo, quanto di buono gli appare nelle nuove idee e nei nuovi istituti. nasce da un rinnovato interesse, da una nuova lettura (si direbbe da una riscoperta) con l'animo fatto più pronto e disposto a intendere dallo smarrimento e dall'angoscia, della Scrittura, del Vangelo, delle opere dei Padri, nei quali si colgono motivi, che sono perenni del Cri­stianesimo, ma che sono più evidenti a una generazione e meno all'altra. Quan­to il Giudici scriveva a proposito di una delle questioni controverse ci sembra possa avere un valore più generale: Si tratta in questi difficili tempi di to­gliere ogni pietra d'inciampo, di scansare ogni urto con la sovranità gelosa e risoluta; si tratta di rivendicare la purezza della Dottrina Cristiana dall'in­gombro de' pregiudizi: si tratta di far tacere i nemici della religione col dimo­strare quanto ella sia innocua, tranquilla, aliena dalPinvadere i diritti tem­porali, disposta a cedere per amor della pace tutto quello, che non appartiene essenzialmente al Vangelo, ed alle istituzioni inviolabili, come disposta a zelare con efficacia ne' modi, che le convengono e le rimangono per la sicu­rezza, decenza, purezza del culto, e dell'insegnamento. *)
Quanto precede ci aiuta a chiarire quello che potrebbe essere chiamato il problema delle origini. Gli scritti dei cattolici democratici riflettono appli­cazioni del messaggio cristiano alla vita terrena, riflettono, cioè, convinzioni sulla società e sugli nomini, che si rinnovano di quando in quando nei secoli, senza che si possa parlare di una discendenza diretta, di uno sviluppo co­stante, di una tradizione consapevolmente accolta, ma se mai di fermenti sempre presenti, di filoni sotterranei, che riaffiorano nei momenti di crisi, po­nendo in una luce maggiore or l'uno or l'altro dei principi che si giustappon­gono nell'esperienza cristiana di tutti i secoli: libertà e autorità, fratellanza e gerarchia, temporale e spirituale. Va osservato, in ogni caso, che i nostri cat­tolici democratici non derivano le loro concezioni da un precedente movimento francese. La Francia, contrariamente a quanto sembrerebbe legittimo atten­dersi, non conosce una pubblicistica di intonazione cattolicodemocratica così fiorente come quella italiana.2) In Francia il contrasto della ideologia rivolu­zionaria con la tradizione cristiana si sviluppa, piuttosto, nella lotta per la
l) G. GIUDICI, Del diritto delta civile sovranità sopra il matrimonio e suoi impedimenti, Milano, anno VI, p. 127.
Sull'abate Gaetano Giudici (1766-1851), si veda: A. OrrOLim, Notizia inedite di Achille Mauri intorno atta vita e agli scritti dell'abate Gaetano Giudici* amico del Manzoni, in Archivio storico lombardo, *. LVII (1930), fase* lpp, 68-127.
) Riteniamo di poter concludere in questo senso, avendo esaminato le bibliografie francesi sul perìodo rivoluzionario, e lo principali opere :-mlIn storia religiosa della rivoluzione, soprattutto quello del De La Gocce {Bistoire religwuso de la Revolution francaise, Paris, 1909-1923, voli. 5), del Leflon (La crise rèvolutionnaire, 1789-1846, Paris, 1949) del Latreille (VEglise auholìmte et la Revolution francaise, Paris, 1946-1950, voli. 2). Una riprova potrebbe ricavarsi dalla costatatone che gli scrìtti apparsi in Italia non riflettono modelli francesi nelle citazioni.