Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRAZIA ; CRISTIANESIMO
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1955
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Vittorio E. Giumella
costituzione civile del olerò e nella polemica sulla liceità del giuramento, mentre in Italia, negli anni che precedono l'invasione francese, assistiamo a una intensa polemica antigiacobina, la quale presenta con i toni più. violenti la rivoluzione come la congiura dell'irreligione e dell'ateismo contro il Cristianesimo.l) E naturale, perciò, che in Italia i Francesi e i loro sostenitori ai preoccupino di reagire a una propaganda, che è penetrata in vasti settori della popolazione, assicurando il rispetto delle convinzioni religiose e della libertà del culto cattolico e ponendo i germi di quella interpretazione conciliativa, che sarà teorizzata dai cattolici democratici. *) Da noi, quindi, la pubblicistica cattolicodemocratica si sviluppa in contrapposto a quella precedente antigiacobina, senza legami diretti con modelli francesi, riprendendo, se mai, motivi ohe erano stati cari agli illuministi cattolici, e in genere all'umanesimo cristiano (come per la dottrina della tolleranza religiosa) o anche ma raramente, rifacendosi allo Spedalieri e agU altri timidi e incerti tentativi di cristianizzare i diritti dell'uomo, prima che prevalesse la lotta a oltranza.3) E tempo ora di soffermarsi un poco (con il desiderio di ritornare più a lungo in argomento in altra sede) ai lìmiti* e alle insuflicenze delle teoriche dei cattolici democratici in ordine ad alcune particolari questioni, prima di accennare ai motivi che determinarono il fallimento della loro politica. Gli apologisti della democrazia basata sul messaggio evangelico affermano che gli uomini sono tutti uguali e fratelli, ma si affrettano a spiegare che si tratta solo di una uguaglianza di diritto, pur non nascondendosi l'obiezione che la miseria è una grave condizione di inferiorità, che si riflette anche nella sfera dei diritti. Essi amano ricordare il fervore egalitario dei primi cristiani*) e volentieri citano le invettive della Scrittura contro i ricchi avidi di possedere, 5) ma si tratta solo di sterili declamazioni, poiché le disuguaglianze sociali vengono accettate come una specie di ineluttabile fatalità, 6) essendo vano ogni
") Si veda, per citare un solo esempio, il Quadro del fanatismo della rivoluzione di Francia dal 1789 sino al 1793, Fuligno, 1793.
2) A Bologna nel 1797 compaiono accanto ai proclami dei generali francesi, che assicurano il rispetto della Religione, manifesti di propaganda intitolati : Concordia tra il Vangelo e la libertà.
3) Francesco Maria Bottazzi, un sacerdote battisi ino romano, ai vanta discepolo dello Spedalieri e intende tener dietro alla guida sicura d'un si profondo filosofo, ammonendo gli avversari di un tempo (i Tamagna, i Bianchi, i Cuccagni, i Biagi) che se Spedalieri è morto, vìvono però i suoi acerrimi difensori. Catechismo repubblicano ovvero Verità elementari su i diritti deWuomo e sue conseguenze in società adattate alla capacità da' cittadini poco istruiti, Roma, a. d, p. 6.
4) Al pòrno stabilirsi della cristiana società, ognuno metteva in comune le proprie sostanze, e sulla somma della sostanza di tutti egualmente si distribuiva il bisognevole a ciascuno. Onesto prova che lo spirito di eguaglianza era la base del Cristianesimo . G. MASCETEBANA, op. eie, pp. 161-162.
5) La Religione palesemente condanna quelle esorbitanti sproporzioni di fortune sempre fatali alle Repubbliche, e fulmina co* suoi anatemi l'insaziabile avidità 8e* ricchi possidenti, che ingoiar si vorrebbero tutte lo vaste possessioni, come se essi soli godessero la privativa di abitare la terra - Vae qui conimtgitis domum ad domum et agnini agro copulatis, nuinquid habitatis vos oli in medio terrae ? Isaja, cap. 5, v. 8. F. CRISTANI, op. flit., p. 12.
6) Nelle democrazie l'eccessiva sproporzione delle fortune è uno scoglio contro cui non si può a meno di urtare, scrive nella sua pastorale il vescovo di Àsti, pur ricordando anch'egli l'esempio della perfetta uguaglianza di fatto, e delle proprietà comuni di cui parlano gli Atti degli Apostoli. Pastorale del vescovo di Asti, Pietro Arborio Gattinara, in Annali* op* cit., n. XV1U, 4 maggio 1799, p. 70.