Rassegna storica del Risorgimento
EUROPA ; MAZZINI GIUSEPPE ; MODENA GUSTAVO
anno
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1955
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pagina
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297
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IL CONCETTO MAZZINIANO DI UNITÀ EUROPEA IN UN IGNOTO OPUSCOLO DI GUSTAVO MODENA
Nell'attuale lento, faticoso, a volte contradditorio lavorio per la costituzione dell'Unità Europea, consigliata dai disastri di due successive guerre mondiali, per associare interessi comuni di difesa e di incivilimento, non sempre gli attori si rifanno ai primi banditori di un proposito che sembra ora assumere aspetti di ineluttabile necessità. Né il riferimento è indispensabile. Molte sono le ragioni che oggi spingono i politici, i quali derivano la loro condotta da enorme varietà di situazioni, a contatti e contratti, in vista di un patto generale. Si può dire d'altronde che nei popoli, negli uomini della strada come nelle minoranze scelte, l'idea della fratellanza, dell'unità delle nazioni, è sempre stata: idea che forze contrarie, gli egoismi individuali, le rivalità collettive spesso subdolamente provocate , hanno troppe volte deviata, soffocata, impedita di trasformarsi in moto concreto e proficuo. Spetta quindi più che ai politici allo storico rintracciare le file evidenti o nascoste, tra la congerie dei fatti sociali, che legano le manifestazioni e gli sviluppi di una stessa idea: e le sue constatazioni possono dai politici essere utilizzate, come possono confortare le masse anelanti a giustizia onde premano, alla loro volta, sugli operatori nel campo politico internazionale.
Per venire al nostro assunto, mi sia permesso affermare subito che, senza alcun dubbio, tra quanti utopisti e politici hanno nel passato concepito la possibilità di una Europa politicamente unita, eccelle Giuseppe Mazzini. La sua cinquantennale battaglia per l'unità nazionale italiana non è mai stata scompagnata dal pensiero di una alleanza, di un patto tra le varie nazioni europee. Dal carcere di Savona a quello di Gaeta, attraverso i molti e non immediatamente fecondi tentativi insurrezionali che quasi sempre avevano per presupposto tentativi simili presso altri popoli, sempre egli ebbe presente Si proposito di associare in un compito armonico tutte le genti d'Europa, ricostituite prima, attraverso moti rivoluzionari per abbattere le dinastie retrive, in nazioni Ubere, democraticamente costituite, ciascuna portante il suo particolare contributo esercitando la propria missione allo sviluppo concorde e pacifico della legge di progresso untano e sociale, secondo il chiaro disegno dell'Iddio creatore di tutte le cose, interpretato dai migliori per intelligenza e devozione alla suprema legge morale.
Di più, con Mazzini abbiamo egli non era ancora trentenne , un preciso Atto di Fratellanza della Giovine Europa , che nello stesso lavoro consociava rappresentanti di popoli diversi, e uno Statuto della Giovine Europa* che fissava i principi di comune credenza per gli iniziatori e gli organizzatori del nucleo e del moto generale che avrebbe dovuto appunto, mercè uno sperato favorevole sviluppo, darci l'Europa Giovine. Dice chiaro il primo articolo dello Statuto: La Giovine Europa è l'associazione di tutti coloro i quali, credendo in un avvenire di libertà, d'eguaglianza, di fratellanza per gli nomini quanti sono, vogliono consecrare i loro pensieri e le opere loro a quell'avvenire.
Ma io non intendo particolarmente illustrare questi due documenti, Atto e Statuto, che sono certo sufiì cientcnxcnte noti, e che si possono leggere