Rassegna storica del Risorgimento
EUROPA ; MAZZINI GIUSEPPE ; MODENA GUSTAVO
anno
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1955
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pagina
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304
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304
Terenzio Grandi
Esposti i brani salienti dell'ignoto opuscolo, debbo, sotto il profilo bibliografico, segnalare che un brano dell' Epistola è stato a suo tempo pubblicato, ma in versione francese, e attribuendone la paternità a Mazzini,]) dal prof. Carlo Cagnacci nel suo interessantissimo per quanto abborracciato e confuso libro su Giuseppe Mazzini e i Fratelli Ruffrini (Porto Maurizio, 1893).
Ma l'Epistola, scritta e stampata nello stesso anno della finn? del patto europeo, il 1834, è indubbiamente del Modena, sia per l'intestazione e la firma sia pure di battaglia, che Modena non avrebbe apposta a uno scritto non suo, sia per la testimonianza del carteggio mazziniano, sia perchè idealmente segue ai dialoghi di propaganda popolare famosi quanto... sconosciuti, che a Mazzini tanto piacevano, e che affiancavano, pubblicati a parte, l'uscita della combattutissima, dai governi, Giovine Italia, la rivista ch'era l'organo dell'associazione segreta. H testo della rivista tutti possono leggere nella ristampa, curata dal Menghini in sei volumi (Soc. Editr. Dante Alighieri, Roma, 190225); non così i dialoghi popolari mai ristampati. Sia a me lecito augurare che presto si possano leggere integralmente Epistola e Dialoghi, in una edizione completa dell'Epistolario di Gustavo Modena e dei suoi Scritti (tutti sconosciuti, e tutti per qualche verso notevoli) che usi il materiale da me pazientemente raccolto.
Una considerazione finale, che si riattacca all'inizio.
La concezione dell'unità europea in Mazzini si basa su un imperativo dovere, in diretto rapporto con le sue credenze religiose. E qualunque possa essere, su di esse, il giudizio di noi uomini a metà del secolo XX, è innegabile che l'intimo loro valore morale è tuttora valido per quanti tengono in onore la vita spirituale, e credono nella legge di progresso delle umane vicende. Nou è facile indagare sino a qual punto il Modena, illustrando nella sua Epistola il credo religioso dettato da Mazzini, ne accogliesse le estreme conseguenze; certo egli, uno dei primi gregari della Giovine Italia e uno fra quelli che mai si smentirono, se pure dimostrò in seguito di non seguire in tutto Mazzini nell'ambito religioso, sempre fu sensibilissimo all'ingiunzione morale, per gli individui e per le collettività, che tale credo comporta. Per cui ritengo non sia fuor di luogo l'augurio che anche gli odierni fucinatori del futuro assetto dell'Europa possano non dimenticarsi, in mezzo ai problemi dell'acciaio, del carbone e dell'alimentazione, che c'è anche un problema morale da studiare, sviluppare e risolvere, poi che tutti sulla terra siamo, qualunque sia la credenza o il colore, figli di un solo Iddio.
TERENZIO GRANDI
1) Padre Cagnacci aveva sottomano documenti appartenenti ai Raffini; rintracciate tre pagine tt e manoscritte' forse da Anna, dice, l'amica di Agostino con i capitoli IV-Vili dell'Epistola, e per quanto il titolo delle pagine fosse Aux jeunes ifcalicns, par Michel Landò nel ritenerla di Mazzini annota : Si sa ohe in Isvùszera i poveri esuli, come in Italia certi giornalisti, penuria va no di tatto, fuorché di progetti e di nomi finti . Inoltre, scrivendo: Non voglio defraudare il lettore di questa fantastickerlB, che, dispogliata della veste biblica, venne .condensata nel Patto di Fratellanza detta Giovine Europa firmato a Berna nel 1034, IH una afìermaziono (la precedenza dell'Epistola al Patto) ohe ò assordai