Rassegna storica del Risorgimento
VERDI GIUSEPPE ; GARIBALDINI
anno
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1918
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pagina
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316
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Volontari Garibaldini catturati dai Borboni
e una lettera inedita di 6. Verdi
U 1 luglio del 1800 Giuseppe Verdi trovava a Casalmaggiore, grossa, borgata del basso Cremonese, poco discosta da Parma. Di là scriveva al Bertani per avere notizie di un suo parente e di altri casalasohi partiti con la spedizione Corte alla volta della Sicilia e catturati dalla Fulnvmante napoletana.
Le voci che correvano, come sempre accade, erano contradditorie e poco sicure: si parlava di malattie infettive scoppiate fra i prigionieri e di morti. È naturale che i cuori dei patrioti fossero preoccupati come i parenti che avevano visto partire i loro cari per la santa causa di redenzione 'è si cercasse di appurare la voce che si propalava e si smentiva con la stessa rapidità del fulmine.
Ed ecco che Verdi; che già s'era interessato, *ìon solo per il fatto d'aver fra i prigionieri un proprio parente, ma ben anco per l'alto sentimento d'italianità di cui era animato, si rivolge a Milano, alla Direzione del fondo per il milione di fucili, onde aver notizie positive.
Già la Direzione che gli aveva annunciato la cattura dell' litòte e del CUpper si era fatta premura di telegrafargli che i due legni col relativo equipaggio erano stati messi in libertà; ma* se la notizia poteva portare l'allegria in centinaia di cuori che palpitavano per un solo ideale, molti vivevano ancora col cuore stretto per le voci che -correvano.
Verdi scrisse allóra la presente lettera, non compresa nel Copialettere, che trovasi in originale fra le carte dell' Archìvio Bertani nel Museo del Risorgimento di Milano.
La lettera, unica che si conservi diretta al Bertani, ci richiama alla memoria una sfortunata spedizione di cui pochi fanno parola.
Garibaldi, da Salemi, il 15 maggio 1860, scriveva al Bertani:
Coro Bertoni*
Qhs la Direzione per il milione di fucili ci mandi armi e munizioni quante può. Non dubito ohe si farà altra spedizione per questMsola, ed allora avremo più gente.
GABlBAIitìr.