Rassegna storica del Risorgimento
BELFIORE ; LETTERATURA ; CALVI PIER FORTUNATO ; SPERI TITO
anno
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1955
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pagina
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320
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BELFIORE NELLA LIRICA PATRIOTTICA DEL TEMPO E NELLA CONTEMPORANEA: TITO SPERI E PIER FORTUNATO CALVI
Alla venerata memoria del M GIOVANNI TEBAETONI, bresciano illustre e carattere degno della natia Leonessa.
La tragica vicenda dei Martiri di Belfiore, nella varietà delle persone che vi ebbero parte, nell'organizzazione e negli episodi della congiura e nella stessa drammaticità della terribile processura, è, di per sé sola, materia di alta e sublime poesia. Ciò non passa inavvertito neppure a chi (volendo sfuggire alla suggestività del racconto naturalmente appassionato del contemporaneo) si affida all'imparziale documentazione dello storico del nostro tempo meno facile alla patetica influenza del sentimentalismo, dell'amicizia e, magari, del compagno di fede martire della comune idealità politica.
I poderosi volumi che mons. Martini ed il Luzio dedicarono alle vittime eroiche dello spietato tribunale mantovano (lavori pur tanto diversi, benché riguardanti uno stesso argomento) confortano il mio asserto, poiché è ormai pacifico essere poesia non. solo elevati pensieri espressi in versi fedelmente rispondenti ai canoni della metrica classica, ma ogni artistica espressione di concetti o di azioni sublimi trascendenti l'ordinaria consuetudine della vita umana.
Chi più diligente studioso del documento del Luzio ? Eppure, anch'egli non rimane insensibile al fascino che emana dai documenti consultati, sicché non s'adonta se, alla fine della sua incomparabile opera, taluno lo tac-cierà di panegirista d'eroi o, magari, di istoriografo da leggendario di Santi. *) Del resto, al dolce confortatore de' Martiri, non si fece appunto d'aver voluto far credere d'avere accompagnato all'estremo supplizio un manipolo di confessori della fede di Cristo, invece di un gruppo di cospiratori per la redenzione della Patria?
Gli è che, anime sorde al divino senso della poesia, non si votano alle grandi cause, né si mettono al rischio di tremendi e sublimi sacrifici.
Nessuna meraviglia, quindi, se l'afflato di poesia che abbella le loro gesta, faccia facilmente vibrare l'anima ed accenda immediatamente la fantasia di chi, nel culto delle Muse, trova la ragione prima di una vita ognora dedita a missioni di pura idealità.
Undici i Martiri che vanno sotto il nome di Belfiore e tutti egualmente degni di particolare celebrazione. Pure, quale meraviglia se, fra questi undici Eroi per tanti rispetti tutti parimenti cari all'affetto degl'italiani, due di essi (a preferenza degli altri) colpirono l'immaginazione degli aedi della
") A. Lezio, I Martiri di Belfiore e il loro processo, Milano, Coglia ti, 1916: Avvertenza premessa olla 3* edizione, p. vnr.