Rassegna storica del Risorgimento

BELFIORE ; LETTERATURA ; CALVI PIER FORTUNATO ; SPERI TITO
anno <1955>   pagina <321>
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Belfiore nella lirica patriottica del tempo, ece, 321
Patria che li prèsero a soggetto di carmi pietosi allo scopo preciso d'incitare la gioventù italiana contro la vergogna del dominio straniero, mercè l'esal­tazione del sacrificio di chi, per combattere il medesimo, aveva posto la vita allo sbaraglio?
Tito Speri, bresciano ventisettenne (l'impiccato dèi 1853) e Pier Fortu­nato Calvi di Briauza di Noale (estrema vittima della nefanda strage), baldi condottieri della quarantottesca gesta italiana l'uno sui Ronchi natii del bresciano e del bergamasco, l'altro sulle impervie rupi dolomitiche del Ca­dore entrambi egregi per età giovanile, virile bellezza e promettente in­gegno, furono gli Eroi che, meglio degli altri, tornarono opportuni a far vi­brare la corda del sentimento ed a suscitare, nell'animo degl'italiani, sensi di compassione, di sdegno e di generosa emulazione.
Erano ancora tiepide le ceneri del Martire bresciano, quando Luigi Mer-cantini (esule marchigiano riparato da pochi mesi in Piemonte dopo il pe­noso soggiorno nelle isole Egee ove aveva trovato scampo nel 1849 all'epoca della resa di Ancona) mise mano a quel poemetto. Tito Sperì che risulterà poi il più ampio e fors'anche il più pregevole dei suoi lavori poetici, composto com'è di sette canti polimetri comprendenti, complessivamente, non meno di 2300 versi.
Frequentando in Torino l'intellettuale e patriottico salotto della gen­tildonna livornese Angelica Palli Bartolommei, può darsi ch'egli qui fosse sti­molato a trattare detto argomento la cui materia, evidentemente, egli trasse dalle narrazioni verbali degli amici del Martire (vissuto anch'egli alquanto tempo esule a Torino) e, soprattutto, dalla storia delle Dieci Giornate di Brescia compilata subito dopo l'avvenimento e stampata anonima in Pie­monte da Cesare Correnti. "
Il 3 marzo 1853 Tito Speri era morto a Mantova e già, sul finire del giu­gno dello stesso anno, il Poeta aveva scritto i primi due canti del suo poe­metto che, a mo' di assaggio, aveva letto agli universitari torinesi nella classe -dlel prof. Alessandro Paravia.
L'accoglienza avutane gli era conforto a seguitare , scriveva 2) e plauso ed approvazione, indubbiamente, aveva pure raccolto in seno al salotto della Palli Bartolommei da cui era partito il primo invito pel patriottico lavoro. 3'
Rapida fu la stesura della prima bozza del poemetto, ma assai lento e tor­mentoso fu il sapiente ritocco dei versi: comunque, verso la une di novembre il lavoro era ultimato e già stampato in Torino dalla Tipografia del Progresso.
Nel poemetto la figura dell'Eroe balza viva e completa senza quasi bisogno di particolare idealizzazione, tanto epica è la gesta a cui Sriintreccia l'attività dello Speri, valoroso combattente durante le memorande Dieci Giornate della città natia. E qui, tutto lo sdegno generoso del popolo insorto contro lo straniero, tutta l'asprezza della lunga ed ineguale partita ingag­giata fra gli assetati di libertà e gli sgherri della tirannide, tutta la ferocia della vendetta repressiva dello straniero a cosi caro prezzo vincitore, rugge
*) / dieci giorni dell'insurrezione di Brucia nel 1849, Torino, Mnraorati, 1849.
2) L. MERCANTINI al dote. Castiglioni (Torino, 21 giugno 1843). in S. TOPX, L. Mercati-tini poeta della Patria, Macerata, Colcerasa, 1905, p. 106.
3) , MICHEL, Un'amica del Poeta: Angelica Palli Bartolommei, in Luigi Mercantini, TU. Unico edito a cura dclTon. ALCEO SPERANZA, Ascoli Piceno, De Sanctis, 1907.