Rassegna storica del Risorgimento
1847 ; CONSULTA DI STATO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1955
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pagina
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328
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IL PARLAMENTINO LIBERALE DELLA CONSULTA Ku> DI STATO PONTIFICIO (1847) wÉ M
Sulle tracce di Marco Minghetti, da lei ampiamente citatot Fernanda Gentili, in un articolo nel Risorgimento Italiano del 1914 lK parla, forse per la prima volta (e senza forse se si pone niente all'altezza e alla dignità della trattazione), della Consulta di Stato e mostra il senso di ribellione latente che serpeggiava nel nuovo- istituto.
Non vi era alcun rappresentante della Repubblica Romana del 1798-1799, nota un po' ingenuamente l'autrice (avrebbero dovuto avere almeno 80 anni); ma tuttavia un forte vento di fronda animava ugualmente i consultori. L'episodio clamoroso dell'indirizzo rivolto al Sovrano non come semplice atto di ossequio, ma quasi esponendo un programma di governo, trae però in inganno il Minghetti che lo riferisce e la Gentili che lo commenta.
L'atto di ringraziamento, come fu chiamato, non era più frondista di uno dei tanti memoriali del Settecento in cui gruppi sociali e ceti di mercanti o studiosi singoli avevano liberamente espresso il loro parere sulle più gravi questioni economiche. 2)
Il primo soffio della libertà è proprio da cercare in questo contatto continuo tra il Governo e i ceti produttivi.
Vero è che Pio IX doveva aver timore dell'accentuazione politica che il momento poteva dare a qualsiasi manifestazione; vero è i suoi più veri e maggiori consiglieri erano ecclesiastici, a cominciare dal card. Antonelli. Chiaro, perciò, che non volesse considerare la Consulta come un parlamentino. Tuttavia questa lo era e proprio perchè formata nell'ambiente dello Stato pontificio.
La Consulta cercò soprattutto di vedere a fondo nei bilanci, la cui chiarezza è a base d'ogni sistema democratico, perche individuare le cause dei deficit è individuare gli errori e le colpe della pubblica amministrazione. La Sezione Finanza fu perciò la prima ad essere costituita con l'obiettivo di ridurre le spese per le forze armate e studiare il massimo rendimento della Lega doganale dei potentati italiani. Su questo problema riferì il Mori-chini 8) con un rapporto che il Farmi4) giudicò il linguaggio della verità e della scienza. Il Farmi accenna felicemente a ciò che si pensava della Consulta ricordando che qualcuno la chiamava gli stati generali del 1789 . Pellegrino Rossi esortava apertamente Pio IX e il Segretario di Stato card. Ferretti, ad aumentare l'ingerenza del potere laico. 5)
La Consulta non era fenomeno isolato. La sua politica aveva uno sfondo ben colorito: l'acquisto di 24.000 facili in Francia per armare la Guar-
1) // Cardinale Monchini nella storia del Risorgimento. L'articolo è un capitolo del bel volume dedicato al Monchini.
2) Cf. V. FRANCHINI, Gli indirizzi e le realtà del Settecento economico romano, Milano, Ciuffrè, 1950.
3) F. GENTILE, art. cu., p. 412.
4) LUIGI FARINI, LO Stato romano dal 1815 al 1850, Firenze, 1883. voi. I, p. 285.
5) In FRANCOIS GuiZOT, Memoires pour servir à Vhistoira do man temps, Paris, 1867, voL Vili, pp. 390-391.