Rassegna storica del Risorgimento
1847 ; CONSULTA DI STATO ; STATO PONTIFICIO
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1955
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Armando Lodolinl
classe derivavano pure la propria autorità da lettere patenti, ma erauo subordinati direttamente ad un governatore delle prime tre classi.
La Consulta aveva dunque per secoli servito a moderare il potere dei capi locali e a garantire la serietà della procedura e l'emanazione della giustizia.
Attraverso un controllo diretto, nessuna pena poteva essere irrorata senza l'oracolo della Sagra Consulta; garanzia enorme, bene avvertita dai commentatori contemporanei. H card. De Luca per citare il più noto in De relatione romanae Curiae (25, VI) sostiene appunto che la Consulta serviva a eliminare l'oppressione dei sudditi e le indebite molestie tam in aere quam in corpore.
Indichiamo questo vecchio istituto per aumentare le prove che il senso della tutela dovuta al suddito era entrato da tempo nell'amministrazione dello Stato: una specie di habeas corpus, di cui il parlamentino della consulta sembrava in qualche modo l'erede.
La Consulta era stata preannunciata, ma senza farne il nome, da una circolare del card. Gizzi del 19 aprile 1847. Fu ufficialmente creata con motu proprio 14 ottobre 1847. Era formata da 24 consultori scelti dal Sovrano attraverso terne proposte dai Consigli provinciali alla Segreteria di Stato, a lor volta scelte in terne formate dai Consigli Comunali; e anche questo era uso secolare. Roma e Comarca ne ebbero quattro: Bologna due: tutte le altre Provincie un consultore ciascuna e così in tutto 24. *) Si trattò dunque di un minuscolo parlamento, con elezione di terzo grado, tra i cui candidati dovevano necessariamente figurare tutti i migliori e più. produttivi ceti sociali, il vero popolo grasso dello Stato: compresi però espressamente gli scienziati e i docenti d'istituti governativi. Il Consiglio di Stato, invece, fondato di lì a pochi mesi il 10 maggio 1848, fu organo meramente amministrativo ingranato nel sistema dello Stato nella sua casella consultiva e di nomina sovrana: l'aspetto parlamentare è finito. Quando (editto 10 settembre 1850) gli fu aggiunta una sezione contenziosa, il Consiglio di Stato pontificio si allineò tra gli organi che formeranno la gloria dell'Italia unificata.
La perfezione e il progresso degli organi amministrativi sono eerto fra le caratteristiche dello Stato moderno e quindi possono essere citati a prova che le finali tà democratiche presiedevano ormai allo svolgimento del diritto pubblico; erano, anzi, il diritto.
Ma la loro presenza è certamente meglio rilevata in una sede politica: nel parlamentino, cioè, della Consulta di Stato, che fu subito guardato con sospetto dal Mcttcrnich: e questo gli dà cittadinanza nella vita democratica d'Italia: La Consulte renferme le germe d'un système représentatif. 2J
Lo scopo della presente nota vuol essere dunque semplicemente questo. Avvertire gli studiosi di non saldare la Consulta col Consiglio di Stato, lasciandosi fuorviare dalla somiglianza dei nomi e dalla continuità dei due istituti. La composizione democratica della Consulta, mette in rilievo il primo parlamento laico dello Stato ecclesiastico della cui presenza non c'è affatto da stupirsi, perchè tutta la vita comunale dal cinque all'ottocento ha ima base elettoralistica. In altri termini anziché essere una propaggine dei
1) Arch. di Stato di Roma. Areh. costituzionale 1846-1848, b 21, fase. 7*
2) METTERNICH, Memoires, VII,; pi 39;