Rassegna storica del Risorgimento
1847 ; CONSULTA DI STATO ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1955
>
pagina
<
331
>
// parlamentino liberale, ecc. 331
Diritti dell'Uomo e della Democrazia europea, questa Consulta pontificia s'innesta su una pianta indigena, nazionale.
In terzo luogo il presente esame ha uno scopo archivistico (tractant fabri-lia fabri), in quanto prendendo le mosse dallo studio del Ghisalbcrti citato, vuole completarlo. Non ne varrebbe la spesa se l'illustre presidente dell'Istituto per la storia del Risorgimento non avesse posto in tanto e meritato rilievo il lavoro della Consulta. Il quale appare nei verbali, diligentemente editi dal Ghisalbcrti e tratti dal Museo centrale del Risorgimento: e dico editi perchè egli li ha pazientemente annotati e ravvivati uno per uno.
Questo fondo di verbali viene a completare il materiale dell'Archivio di Stato di Roma, il quale conserva invece quelli delle quattro sezioni in cui la Consulta era divisa. Come mai una parte dei verbali si trova nel Museo del Risorgimento e una parte nell'Archivio di Stato ? È presto detto. Quando la fine della Consulta era alle viste il vicepresidente mons. Francesco Pentini, che di fatto sostituiva quasi sempre il presidente card. Giacomo Antonelli, chiese alla segreteria che gli si mandasse copia dei verbali delle sedute plenarie. Naturalmente per quegli uomini e per quei tempi, pochi materiali d'ufficio dovevano apparire più. interessanti di quelli messi insieme nei sette mesi della Consulta.
Evidentemente la segreteria, a corto di braccia, anziché le copie inviò gli originali e cosi il futuro Archivio di Stato non li ha più trovali. *)
Ha conservato invece quelli delle sezioni, forse più immediatamente echeggiami dei reali bisogni del Paese e del suo stato d'animo: e di essi ci accingiamo a dare qualche notizia.
Abbiamo nominato il card. Antonelli. Ma, in realtà, la carica più importante era quella del vicepresidente.
Promosso ministro dell'interno mons. Camillo Amici (carica istituita il 30 die. 1847 con in. p.), fu nominato vicepresidente mons. Francesco Pentini decano dei Chierici della R. C. A. Così notificò il Segretario di Stato card. Ferretti al Presidente della Consulta card. Antonelli. 2)
La figura di Francesco Pentini sarebbe da segnalare a parte. Era uomo che conosceva poco la grammatica, ma quel poco era senza peli. Basta leggere i suoi manoscritti nel Museo Centrale del Risorgimento di Roma: 3) è un violento contro Angelo Galli, figura di primo piano nella finanza pontificia; violentissimo contro un prestito chiesto ai Rothschild dal Governo, ecc. Era proprio il vicepresidente desiderato da un organo frondista come la Consulta di Stato. E il card. Ferretti, era ben degno di nominarlo che già il 25 luglio 1847 passando in rivista la Guardia Civica alla Pigna aveva detto: Mostriamo all'Europa che noi soli sappiamo bastare a noi stessi, *) quasi anticipando il sorgere della pallida stella di Carlo Alberto.
Dicevamo che abbiamo sott'occhio l'altra parte dell'archivio della Consulta e crediamo opportuno darne qualche notizia, modesta in sé perchè
1) V. Rassegna storica del Risorgimento, 1939, IV, p. 1184, nota.
2) A.S. R., Consulta, b 2, fase 38.
3) Mas., B. 20 (1).
4) Sulla Guardia Civica in questo febbrile periodo ci sarebbe molto da dire. Mi sia però lecito citare ARMANDO LOBOMNI, Luci e ombre sulla Guardia Civica del 1848, in Miseri-lanea di Studi per Alessandro Lazio, Firenze, Le Monnier, 1933.