Rassegna storica del Risorgimento
1847 ; CONSULTA DI STATO ; STATO PONTIFICIO
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1955
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333
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// parlamentino liberale, ecc. 333
In una lettera del Ministro dell'Interno (Rocchi) viene compiegato il testo della legge elettorale piemontese giunto qui oggi da prendersi, naturalmente, per modello: perchè nessuna innovazione poteva farsi, dicevamo, senza il crisma piemontese.
Altro tema fondamentale, l'ordinamento dei Comuni e delle Provincie.
La Legge comunale e provinciale era stata una delle prime preoccupazioni del novus or do. La Segreteria di Stato nella circolare 19 aprile 1847, n, 12.148, annunziando la costituzione della Consulta, aveva chiesto ai Presidi e ai Consigli di presentare le loro osservazioni sulle leggi circa l'Amministrazione communitativa e provinciale quale era uscita dall'editto 5 luglio 1831. U Segretario di Stato, card. Ferretti rimise alla Consulta i vari pareri; ') ma, purtroppo, nulla è rimasto allegato all'autografo del cardinale che fu trasmesso dal presidente Antonelli alla Sezzione (sic) amministrativa interna con altro autografo.
Restano invece molti reclami per i riparti territoriali adottati.2) La ripartizione territoriale non apparì più. soltanto come un problema amministrativo o elettorale, ma anche come questione legata a necessità economiche.
Il territorio (editto del Segr. di Stato card. Pasquale Gòzzi lo die. 1846) si era diviso in Sezione Mediterranea e in Sezione Adriatica. Nella prima si attuava la libera esportazione dei grani e se ne vietava l'importazione hno a che il prezzo non fosse giunto agli scudi 12 il nibbio; idem nella seconda. ma fino al prezzo di scudi 10. Poi con altra notificazione 3 gennaio 1847 si proibì ogni esportazione all'estero, stante il cattivo raccolto. Con successiva 20 febbraio 1847 si ammise l'importazione del grano in esenzione da ogni dazio fino a tutto giugno e se ne ordinò la libera circolazione nell'interno del Paese con severe pene per i monopolizza tori e gli incettatori. La Consulta, chiamata in causa da vari interessati, dispose studi e raccolta di dati.
Le preoccupazioni finanziarie erano vivissime. Trattative furono avviate con la Banca parigina Delahante C: ed anche questo spostarsi dai tradizionali Rothschild ha il suo significato. Le trattative riguardavano un prestito dai 20 ai 24 milioni di scudi, con un interesse annuo del 45 , mentre una crisi monetaria imperversava in tutta Europa. Concorrente alla Delahante era il signor Felice Bideau rappresentante in Italia della Mutua assicurazioni di Parigi, il quale offriva dieci milioni e 120 mila scudi al 4 . 3)
Fernanda Gentili ci dà un quadro vivace della laboriosità della compilazione del preventivo del 1848. In realtà la questione rientrava nel piano generale del riordinamento finanziario. E i provvedimenti in materia, o, almeno, le discussioni, fioccarono. Nella seduta (sez. finanziaria) 4> dell'I 1 dicembre 1847 si decise che il Tesoriere Generale potesse valersi di tre dodicesimi della spesa ordinaria annuale in pendenza del preventivo 1848: da computarsi sui diversi dicasteri, il che lasciava presupporre regolarità di bilanci, le cui tabelle furono ampiamente discusse,s) ed anche con non troppa fretta. Difatti il Ministero dei LL. PP. domandò che gli fossero ritornati approvati i conti
1) A. S. R., Consulta, li 2, fase. 44. 2} A> S. fi.. Censitila, b 2, fase. 45.
3) A. S. fi.. Consulta, b 2, fase 31. Circa il presumibile parere di Mona. Penimi sui prestiti esteri, v. sopra.
*) A- Si fi-. Consulta, b* 3, fase. 85. S) A S. R., Consulta b* 2, fase. 47.