Rassegna storica del Risorgimento
1847 ; CONSULTA DI STATO ; STATO PONTIFICIO
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1955
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Armando Lodólini
preventivi del 1848 e la richiesta fu rimessa alle Sez. 2a e 4* riunite perla seduta del 28 marzo 1848.L) Il Ministero poteva protestare perchè era affidato al giovane e autorevole Minghettì, il quale batteva in particolare sui bilanci dell'azienda idraulica provinciale e delle strade nazionali (scrivendone a mons. Pentirti vicepresidente ricorda opportunamente che questi era stato presidente della cessata Prefettura di acque e strade).
Anche il Ministero delle Finanze 2' batteva alle porte, 1 aprile 1848, con una serie di progetti diretti a provvedere agli urgenti bisogni dello Stato, e cioè: 1 Anticipazioni di 3/12 sulla Dativa da abbonarsi ai contribuenti negli anni 1848, 50, 51 (imposta fondiaria). 2 Tasse straordinarie sulla rendita dei censi, cambi e crediti fruttiferi. 3 Smissione di buoni ipotecari fruttiferi da parte dei Banchi di S. Spirito e Monte di Pietà (che posseggono riserve stabili di 3 milioni di scudi). 4 Somministrazione forzosa di 2 milioni di scudi a carico dei Luoghi pii dello Stato, con surroga? zionc di consolidato.
H Ministero si permetteva anche di elevare dubbi: il 15 maggio '48 3) chiese chiarimenti sulla competenza della Consulta nelle transazioni riferibili al Ministero. Segno che, come tutti gli organismi nuovi, essa pretendeva di entrare anche nello svolgimento delle pratiche. Essa avrebbe dovuto restare nel campo dei principi, come prova la conclusione di un rapporto della 2a Sezione, 11 dicembre 1847: 4) La Consulta non può e non deve sanzionare alcuna spesa senza cognizione positiva e particolare della materia onde si tratta. E qui entriamo nel campo delicato dell'esame della legittimità delle spese: in un campo, cioè, da Corte dei Conti.
La revisione non era nuova nello stato Pontificio fin dai tempi più antichi della Camera. Ma non si era mai arrivati all'esame di legittimità nel senso moderno. La cosa apparve, anzi, cosi innovatrice che taluno dubitò se fosse in potere della Consulta. Difatti il m. p. istitutore 15 ottobre 1847 non dichiarava apertamente che la Consulta succedeva nelle attribuzioni alla Congregazione di revisione riorganizzata da Leone XII e Gregorio XVI. Ma l'art. 74 del m. p. di Pio IX evidentemente dava alla Consulta il carattere di una Camera dei conti per dirla alla moderna. Da un rapporto stampato della 2 a Sezione del 9 gennaio 1848, si determina l'importanza della revisione e della sua sollecitudine perchè alla Consulta erano per presentarsi ancora tutte le grandi questioni su cui deve fondarsi l'intiero riordinamento dello Stato .5)
Tra i temi di rilievo possiamo mettere anche il progetto di regolamento organico dell'ordine giudiziario, le cui linee son presto tracciate, quando avremo rilevato che restò fondamentale la distinzione tra foro ecclesiastico e foro laico. Tuttavia le rispettive attribuzioni, sono regolate con una notevole chiarezza e non sono insensibili al progresso giuridico del tempo.6)
1) A.S R.t Consilia b* 3, fase. 82.
2) A. S. R., Consulta b 3, fase. 83.
3) A-'Oi, Consulta, b* 3, fase. 97.
4) A.S. BM Contatta, b 39, fase. 85.
5) A. S. R., Consulta, b" 3, fase. 86. Circa la consulenza in materia finanziaria e da vedere l'Archivio della Consalta di Stato per le finanze, magistralmente illustrato da Vittorio Franchini in Tentativi, di rìfarma finanziaria dopo la restaurazione {Rivista bancaria, dicembre 1950).
6) A. S. R., Consulta, b 2, fase. 59.