Rassegna storica del Risorgimento
1847 ; CONSULTA DI STATO ; STATO PONTIFICIO
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1955
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Armando Lodolini
si può dedurre una regola: un dicastero è sempre il proponente e la Consulta è l'organo deliberativo. Così si maturò il carattere di essa, si alimentò Top-posizione dei ministeri; e si spiega meglio l'effimera vita dell'istituto. Tra questi affari, alcuni veramente perditempo: un Mariano Crisi che vuole acquistare un terreno nel territorio di Jesi,l) mentre, tutte insieme, acquistano particolare rilievo le richieste di sistemazione dei fiumi romagnoli che qui vale la pena di segnalare come fonte inaspettata di un importante questione di lavori pubblici, ed anche di economia generale.
Tra gli affari estranei alle aeque, da notare l'intensificarsi delle corse postali in armonia con le nuove linee istituite dal Governo Toscano (è questo il miglior indice del risveglio generale di governi e di popoli).
La Consulta intendeva effettivamente portare un soffio d'aria nuova in tutta l'amministrazione. In un rapporto 3 febbraio 1848 (per un affare che richiedeva la relazione scritta, e scritta appare da Gaetano Hocchi e Marco Minghctti), la Sezione di Finanze proclamò solennemente:2) Le vie a guide di ferro sono una tra le ineluttabili necessità dell'epoca nostra. La politica; il vantaggio di somministrar lavoro al popolo minuto, e col la-lavoro procreare nuovi capitali atti all'aumento della ricchezza nazionale; la soddisfazione degli interessi materiali per ogni classe di cittadini; lo svi-luppamento dello spirito d'associazione tra noi, son tutti motivi che multano ed egualmente concorrono a far riguardare le questioni ad esse attinenti come predominanti e di una ineccepibile convenienza.
Tale necessitò, che l'esperienza ha stabilito oggigiorno essere un assioma e provarsi come una verità matematica, obbliga i governi qualora lo stato delle loro finanze loro impedisca di costruire e di attivare le strade ferrate per opra e conto erariale, e molto più qualora siavi difetto di solide proposizioni per parte di Compagnie particolari; obbliga i governi ad assicurare un minimo d'interesse ai somministratori dei fondi onde rinfrancarli sul buon impiego di essi.
La Consulta si preparava così ad attuare un progetto di legge per l'intera rete pontificia. Progetto che può definirsi senz'altro di politica liberale, poiché ferrovie e libertà marciavano ormai insieme.
Ma tutte le buone intenzioni caddero con lo scioglimento dell'istituto avvenuto il 16 maggio 1848, e la sua liquidazione non fu cosa da poco. Ereditò gran parte delle pratiche il Ministero di Grazia e Giustizia (Ministro F. Cicoguani, 31 ottobre 1848). 3) Tra le più importanti trovo: l'amministrazione provinciale e comunale; lo studio sull'Armata sarda; la conservazione dei boschi; il fabbisogno di case in Roma; la creazione del Consiglio di Stato; le linee ferroviarie Romaconfine napoletano e RomaCivitavecchia; la riforma della tariffa doganale; i reclami sui riparti territoriali; la riforma del sistema ipotecario; copia dei verbali chiesti da Mons. Pontini; *) la legge elettorale.
Una vasta eredità di lavoro non compiuto, ma nel quale era in germe l'estremo tentativo dello Stato Pontificio per diventare uno Stato moderno, libero, italiano.
ARMANDO LODOLINI
r) A. 8. R., Consulta, b 3, fase. 87.
2) A. S. R., Consulta, b 2, fase. 56.
3) A. S. R., Consulta, b* 3, fase. 104.
4) Da Cai trae origino il fondamentale cit. studio dal Gbisalberti.